sabato 8 giugno 2019

Articolo 21


«Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.»

L'articolo 21 è l'articolo della Costituzione italiana, dedicato alla libertà di manifestazione del pensiero.


sabato 25 maggio 2019

Free Assange Free Press


https://www.perunaltracitta.org/2019/04/17/julian-assange-subito-libero-perche-a-rischio-e-la-nostra-di-liberta/

L’11 aprile scorso Julian Assange – ideatore e animatore di quella magnifica organizzazione per la libertà che è WikiLeaks – è stato preso con forza dall’ambasciata ecuadoriana a Londra e arrestato dalla polizia del Regno Unito. Poi Julian è stato “ulteriormente arrestato” a nome del governo degli Stati Uniti per soddisfare i buoni rapporti tra Gran Bretagna e Usa.
Assange sta pagando duramente, e non da adesso, il fatto di aver rivelato dati sui crimini di guerra statunitensi in Afghanistan (The Afghan War Diary) e in Iraq (The Iraq War Logs), ma anche di aver diffuso le prove della corruzione che si dispiega all’interno di diversi governi “democratici”.
Ma forse, e la cosa potrebbe essere se possibile ancora più grave, perché stava indagando sull’uso che Google (e presumiamo le grandi multinazionali dell’informazione) si preparava a fare dell’immensa quantità di “nostri” dati di cui dispone. Si trattava, nel racconto di Giorgio Agamben che lo ha incontrato recentemente presso l’ambasciata ecuadoriana, “di vendere a società di assicurazione e ai Servizi segreti dati sugli interessi, i desideri, i consumi, lo stato di salute, le letture, insomma sulla vita in ogni suo aspetto di milioni di individui“. Per Assange questo avrebbe significato “un incremento senza precedenti delle possibilità di controllo da parte dei poteri economici e polizieschi sugli esseri umani“. L’arresto di Assange non è quindi soltanto “il desiderio di punire le inchieste passate di Wikileaks, ma di impedire l’indagine tuttora in corso, che evidentemente viene percepita dagli interessati come una minaccia“. È anche per questa ragione che occorre esprimere senza riserve la propria solidarietà con Assange.

 




"Il Quinto Potere", il film si snoda intorno alla vicenda del fondatore di WikiLeaks, Julian Assange e del suo collega Daniel Domscheit-Berg, i quali decidono di puntare i riflettori del mondo sulle storture di un sistema di potere e privilegi, creando una piattaforma per la diffusione in forma anonima di informazioni riservate. Nel giro di poco tempo riescono a raggiungere il grande pubblico, diventando un vero e proprio strumento di controinformazione globale. Le tensioni tra i due, però, si scatenano quando riescono a raggiungere la più cospicua raccolta di informazioni riservate degli Stati Uniti. 


Il film "Snowden" è il ritratto personale e affascinante di una delle figure più controverse del XXI secolo, l'uomo responsabile di quella che è stata definita la più grande violazione dei sistemi di sicurezza nella storia dei servizi segreti americani. Nel 2013 Edward Snowden lascia con discrezione il suo impiego alla National Security Agency e vola ad Hong Kong per incontrare i giornalisti Glenn Greenwald e Ewen MacAskill, e la regista Laura Poitras, allo scopo di rivelare i giganteschi programmi di sorveglianza informatica elaborati dal governo degli Stati Uniti. Consulente esperto di informatica, legato da un impegno di massima segretezza, Ed ha scoperto che una montagna virtuale di dati viene registrata tracciando ogni forma di comunicazione digitale, non solo relativa a governi stranieri e a potenziali gruppi di terroristi, ma anche a quella di normali cittadini americani. Disilluso rispetto al suo lavoro nel mondo dell'intelligence, Snowden raccoglie meticolosamente centinaia di migliaia di documenti segreti per dimostrare la portata della violazione dei diritti in atto. Lasciando la donna che ama, Lindsay Mills, Ed trova il coraggio di agire spinto dai principi in cui crede. 


La morte by Kremmerz



LA MORTE

Quod fatui contumeliant

Sapientes congremiant.

La vita, nel senso pedestre della parola, è una catena inin­terrotta di piccole e grandi pene; la vita morale e spirituale e in lotta perpetua con l'ambiente, tenaglia che preme le nostre elementari libertà. La vita fisica, materiale, grossolana, del nostro corpo lotta perpetuamente con necessità insoddisfatte, piccoli e grandi malanni, il contagio, le epidemie, le infermità costituzionali, e tutta la scala variopinta dei dolori e delle impotenze della nostra carcassa.

La civiltà, con leggi, provvedimenti, consuetudini, costumi, transazioni, cerca riparare alla meglio alle necessità liberaleg­gianti del morale umano, costringendolo, educandolo alla ipo­crisia; inverniciandolo per nascondere il colore antipatico delle anime ribelli; profumandolo per impedire che il sentore della volontà di essere contro i simili si discopra.

Al fisico umano cerca riparare la scienza medica — l'uomo che lotta contro la natura — per strapparle il secreto della sa­nità e della invulnerabilità.

Esaminato bene, il bilancio delle pene e dei piaceri, delle ore di delizie, delle dispiacenti, delle pacifiche, delle terribili, e ponderandole con leggero acume pratico, il più beota tra gli umani vedrebbe chiaro che non vai la pena il vivere e l'af­fannarsi a vivere.

Giovani, in lotta con le necessità, le ambizioni, i desideri di godimento, con un corpo esuberante di sangue, di muscoli, di linfa; spesso affamato; eternamente in tensione per acciuf­fare la fortuna al rapido passaggio, chiamando emulazione, per ipocrisia, ogni agguato che ci lusinga di togliere al nostro vi­cino il pane e la fama per assidersi al suo posto, e gentilmente schiacciarlo come un insetto immondo.

Vecchi, coi mezzi raccolti in vita, quando molto si po­trebbe godere, per l’esperienza, la temperanza, la saggezza, i malanni fisici, l'impotenza, la debolezza, la cagionevolezza, ci riducono a ombre pie o a rassegnati, in attesa della fine.

Eppure, con tal quadro, gli uomini non vorrebbero morire.

La Morte, considerata a sangue freddo, senza bollori bellici, senza esasperazione di rissanti, fa paura a tutto l'uman genere. Vi ci acconciamo perché non si può evitarla. Vi ci ricamiamo su un bellissimo epitaffio filosofico per edulcorare la pillola, che bisogna, volenti o nolenti ingurgitare, con una smorfia di spasimo o una maschera eroica.

Perché?

Dagli Egizii, dai Caldei, dagli Assiri ai Cristiani, tutte le religioni si sono imperniate su questa assillante idea, paurosa, opprimente del dopo morte.

Il di là della vita, buio, ignorato, discusso con tanti vari argomenti, di chi lo dice lieto e felice e luminoso, come gli spiritualisti a tutto vapore; di chi lo vuoi purificatore e ascendente verso la troppo immensa vastità cosmica che si imme­desima al Nulla; di chi lo determina al giudizio che Dio farà di noi, come dall'antico Egitto al Cattolicesimo, questo salto nell'oscurità immensa dell' ignoto è tanto universalmente te­muto che assume in certi istanti l’aspetto più comico che, se non fossimo civilmente educati a stimar la morte come un istante solenne di una gravita sublime, ci metteremmo a ridere.

Poiché, amico lettore, muore tanta gente nel mondo a ogni minuto dell'orologio del vicino campanile, che serenamente considerato non dev'essere affatto una cosa difficile, né un'azione spaventosa. Il medico Cirillo, motteggiando, soleva dire che la morte deve essere bella, perché dopo il suo arrivo gli ammalati non se ne lamentano mai.

L'epoca nostra, che per scienza di esperimento e per dot­trina è meravigliosa, che possiede strumenti e metodi e sale di esperienze, che nessun secolo pare avesse possedute, — più di tutte le precedenti - vorrebbe risolvere il problema del rinnovellamento della vita, — il suo prolungamento all'infinito.

Non sono atto a far la storia di tutte le idee sbrodolate negli ultimi cinquant'anni; ma se ne son sentite di tutti i colori.

mercoledì 22 maggio 2019

Michele Portincasa


Un carissimo amico si candida al Comune di Bari, data la mia stima nei suo confronti, faccio uno strappo alla mia regola di non pubblicizzare i politici. Ecco la sua presentazione:

Carissimi, il prossimo 26 Maggio sarà rinnovato il consiglio comunale di Bari e ho scelto di candidarmi nella lista “Italia in comune” che sostiene Antonio Decaro candidato a sindaco.

Ho scelto questa lista perché voglio essere in dialogo con i baresi che sentono il bisogno di partecipare attivamente e in modo nuovo alla vita politica cittadina.
Vivere la città con spirito civico e partecipativo costituisce il filo conduttore
della mia storia.

Che cosa posso fare per il mio Paese, per la mia Città, per la Comunità in cui vivo?

È questa la massima che ha condotto i miei passi e ha caratterizzato le scelte di vita, personali e professionali.
Il mio agire politico, dalle prime esperienze vissute nell’associazionismo cattolico, maturato nell’impegno cooperativo, confermato nel lavoro di assistente sociale dentro le istituzioni locali, ha sempre avuto al centro la persona.
Voglio essere in dialogo con i cittadini che desiderano vedere crescere la città sempre più ricca di opportunità per tutti.
Credo in una società che non dimentichi nessuno, che aiuti e sostenga chi è più indietro, che valorizzi e metta a disposizione occasioni a chi possiede competenze e talento, soprattutto ai giovani.
Per questo ho scelto di provarci e di mettermi in gioco partecipando a queste elezioni, candidandomi al Comune, l’istituzione più vicina alle persone e ai loro bisogni.
Non da solo, ma dentro una squadra che punta a mettere al centro le persone e le comunità.
Una formazione politica che ha scelto di stare con Antonio Decaro e con tutti quelli che propongono una visione della città di Bari a misura di tutte le età.
Organizziamoci e cominciamo subito con il primo passo in questo cammino, perché c’è bisogno di tutti.
Chiedo il tuo voto, consapevole che la fiducia non si conquista con la forza. Neppure si ottiene con le sole dichiarazioni. La fiducia si merita con gesti e fatti concreti.
Iniziamo insieme il cammino della buona politica.
Un saluto affettuoso.                                             Michele Portincasa


Ecco il video del 19 maggio 2019, relativo alla manifestazione di presentazione della lista al Comune di Bari di Italia in Comune, che si è svolta alla presenza del Presidente Nazionale di Italia in Comune, Federico Pizzarotti e Michele Abbaticchio, candidato al Parlamento Europeo:


sabato 18 maggio 2019

Audio WhatsApp - Lanciano acqua e colla sul parabrezza


“Una cliente ha raccontato di essere stato colpita da una bomba d’acqua sul parabrezza dell’auto. Acqua mista a colla, per fortuna non ha azionato i tergicristalli, perché probabilmente l’avrebbero rapinata”. È in sintesi il messaggio diventato virale su whatsapp. 

Inizialmente sembrava l’ennesima bufala, ma pur essendoci dei punti oscuri, ai carabinieri di Bitritto una donna ha davvero sporto denuncia per l’accaduto. Per il momento non risultano altri episodi, come al contrario annunciato nel messaggio. 

Dopo le più tradizionali tecniche dell’auto in panne, del tamponamento e dello specchietto, ci sarebbe dunque un’altra tecnica utilizzata da malintenzionati per mettere a segno episodi criminosi con maggiore efficacia. L’acqua mista a colla, infatti, una volta azionati i tergicristalli s’impasta, riducendo a zero la visibilità. 

Non sappiamo cosa emergerà dalla denuncia dell’episodio accaduto sulla provinciale che collega Bitritto a Sannicandro, ma la raccomandazione di prestare la massima attenzione alla guida non è mai superflua.
fonte : https://bari.ilquotidianoitaliano.com...

Ecco l'audio :

giovedì 16 maggio 2019

Mauro Biglino e la teoria degli spermatozoi


Dal gruppo Facebook : L'altra Genesi Annunaki

Stanno suscitando molte diatribe le immagini e le ipotesi esposte da Mauro in merito alla "Parete della Purificazione. Dicono i detrattori a priori che il simbolo, nella lista Gardinier, è classificato come F17 (brocca che versa acqua e che determina pulizia).

Lo sappiamo anche noi!

Ovviamente non abbiamo certezze, sarebbe da stolti, ma è quantomeno curioso notare che è proprio in quel punto ed ha proprio la forma di uno spermatozoo. Inoltre, obiettivamente, non mi sembra che esca, come dice la versione accademica, da una brocca. Potrei benissimo interpretarlo come voler dire lo sperma puro del dio (e magari se è realmente uno spermatozoo) questo concetto è rafforzato dal fatto che è sovrapposto al liquido seminale del dio stesso. Quindi è un concetto che trova la sua espressione proprio con quel segno. Non so se ho reso cosa intendo.

Piuttosto che polemizzare a priori, con tutto quello che Biglino espone, inviterei a discuterne seriamente e serenamente con mente aperta.