domenica 17 marzo 2019

Voyeurismo

 
Voyeurismo, piacere e perversione del guardare 
 
fonte : http://www.ilfogliettone.it/voyeurismo-piacere-e-perversione-del-guardare/
 
Chi è che non si è mai fermato ad ascoltare un litigio tra due persone per strada o non ha mai spiato qualcuno dal buco della serratura? L’uomo è di natura un voyeurista nel senso che ama guardare, essere spettatore spinto dalla curiosità e dal desiderio di scoprire l’ignoto. L’arte in genere si basa in gran parte sul concetto di voyeurismo: l’opera d’arte va guardata e assaporata con lo sguardo. 
 
Lo sguardo è una delle prime forme di comunicazione e di reciprocità, che permette al bambino, rispecchiandosi nello sguardo della madre, di riconoscersi e di percepirsi. Il termine voyeurismo deriva dal francese voyeur che significa “chi guarda”. Il voyeurista si eccita guardando di solito persone sconosciute in situazioni d’intimità, come per esempio quando sono nude, intente a spogliarsi o impegnate in attività sessuali. La semplice visione genera eccitazione fino al raggiungimento dell’orgasmo che può avvenire anche successivamente all’atto voyeuristico, grazie al ricordo dello stesso. Si tratta quindi di una vera e propria forma di autoerotismo.

Tali atteggiamenti allontanano la possibilità di una relazione con l’altro che richiederebbe impegno e responsabilità, venendo a mancare la reciprocità, caratteristica fondante dell’amore. Come per le altre

parafilie, il voyeurismo assume carattere di patologia quando i comportamenti diventano pervasivi nella vita del soggetto, provocando un disagio significativo nell’area sociale e lavorativa. Secondo Sigmund Freud, il voyeurista si difende dall’angoscia regredendo a forme di sessualità infantili. 
 
Otto Fenichel ritiene che il voyeurismo risalga ad una fissazione inconscia al momento in cui il soggetto, da bambino, ha visto o sentito per la prima volta i propri genitori avere un rapporto sessuale. Si tratterebbe quindi di una riattualizzazione dell’evento traumatico vissuto dal soggetto che si è sentito escluso dalla cosiddetta “scena primaria”; in questo modo è possibile padroneggiare un trauma vissuto passivamente. Per la psicologia del Sé l’attività sessuale o fantasia sessuale può aiutare a sentirsi vivi e integri quando si è minacciati dall’abbandono o dalla separazione.
 
Se clikkate per poter vedere il video dell'attentato in Nuova Zelanda, 
vuol dire che siete voyeur !!!

 

venerdì 15 marzo 2019

Attentato Nuova Zelanda - Brenton Tarrant (video intregrale)


Christchurch, attacco in due moschee in Nuova Zelanda.
La strage in diretta Facebook.

"Sentivo le urla strazianti dei tanti colpiti a morte. Sono rimasto immobile, pregando Dio di essere risparmiato. I killer hanno ucciso alla mia destra e alla mia sinistra. Poi si sono spostati nella stanza dove pregavano le donne e da lì sono arrivate altre urla che non riesco a dimenticare. Siamo fuggiti in massa, coperti di sangue...". E' la drammatica testimonianza raccolta dalla Afp da uno dei sopravvissuti alla strage della moschea di Al Noor, una delle due colpite nella città neozelandese di Christchurch. Un uomo che non vuole dire il suo nome: "Sono ancora terrorizzato". Al Noor è una delle due moschee colpite ieri in Nuova Zelanda durante la preghiera del Venerdì da un commando di quattro persone guidate da un ventottenne australiano, Brenton Tarrant che nell'orribile live della strage si descrive come: "un normale uomo bianco". Spiegando: "mi sono ispirato alla strage compiuta ad Utoya, in Norvegia, da Anders Breivik nel 2011. Voglio uccidere gli stranieri invasori".
Gli attacchi sono avvenuti intorno alle 13.40 ora locale - l'1.40 del mattino in Italia - è il bilancio delle vittime è di almeno quarantanove morti. Tanto che la premier della Nuova Zelanda Jacinta Arden ha subito affermato in diretta televisiva: "E' uno dei giorni più bui della Nuova Zelanda. Siamo davanti a un atto di violenza senza precedenti". 

VIDEO NON ADATTO 

AI DEBOLI DI CUORE : 

 


Veramente lo volete vedere ecco il link:

https://mega.nz/#!HWAwxQyR!K8nYpLk-x5kfYyk7pBm56p52SXyRgiAWKwnamSa0L-E

giovedì 14 marzo 2019

Greta Thunberg


“Il mio nome è Greta Thunberg, ho quindici anni e vengo dalla Svezia. Parlo per conto di Climate Justice Now. Molte persone dicono che la Svezia è solo un piccolo Paese e non importa quel che facciamo. Ma ho imparato che non sei mai troppo piccolo per fare la differenza. E se alcuni ragazzi ottengono attenzione mediatica internazionale solo perché non vanno a scuola per protesta, immaginate cosa potremmo fare tutti insieme, se solo lo volessimo veramente.

Ma per fare ciò dobbiamo parlare chiaramente, non importa quanto questo possa risultare scomodo. Voi parlate solo di una infinita crescita della green economy, perché avete troppa paura di essere impopolari. Parlate solo di andare avanti con le stesse idee sbagliate che ci hanno messo in questo casino, anche quando l’unica cosa sensata da fare è tirare il freno di emergenza. Non siete abbastanza maturi per dire le cose come stanno, anche questo fardello lo lasciate a noi bambini.

A me, invece, non importa di risultare impopolare, mi importa della giustizia climatica e del pianeta. La civiltà viene sacrificata per dare la possibilità a una piccola cerchia di persone di continuare ad accumulare un'enorme quantità di profitti. La nostra biosfera viene sacrificata per far sì che le persone ricche in Paesi come il mio possano vivere nel lusso. É la sofferenza di molti a garantire il benessere a pochi.

Nel 2078 festeggerò il mio settantacinquesimo compleanno. Se avrò dei bambini probabilmente passeranno quel giorno con me e forse mi faranno domande su di voi. Forse mi chiederanno come mai non avete fatto niente quando era ancora il tempo di agire. Dite di amare i vostri figli sopra ogni cosa ma gli state rubando il futuro proprio davanti ai loro occhi. Finché non vi concentrerete su cosa deve essere fatto anziché su cosa sia politicamente meglio fare, non c’è alcuna speranza.

Non possiamo risolvere una crisi se non la trattiamo come tale: dobbiamo lasciare i combustibili fossili sotto terra e dobbiamo focalizzarci sull’uguaglianza. E se le soluzioni sono impossibili da trovare all'interno di questo sistema significa che dobbiamo cambiare il sistema. Non siamo venuti qui per pregare i leader di occuparsene. Ci avete ignorato in passato e continuerete a farlo. Siete rimasti senza scuse e noi siamo rimasti senza più tempo. Noi siamo qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no.

Il vero potere appartiene al popolo. Grazie.”

(traduzione di Gabriele De Palma)

martedì 12 marzo 2019

Dio non c'è



Diverse persone mi hanno chiesto perché dico che non credo in Dio.

Ecco la mia risposta.

A me non piacciono quelli che si comportano bene per paura di finire all'inferno. Preferisco quelli che si comportano bene perché amano comportarsi bene. Non mi piacciono quelli che sono buoni per piacere a Dio. Preferisco quelli che sono buoni perché sono buoni. Non mi piace rispettare i miei simili perché sono figli di Dio. Mi piace rispettarli perché sono esseri che sentono e che soffrono. Non mi piace chi si dedica al prossimo e coltiva la giustizia pensando in questo modo di piacere a Dio. Mi piace chi si dedica al prossimo perché sente amore e compassione per le persone.

A me non piace sentirmi in comunione con un gruppo di persone stando zitto dentro una chiesa ascoltando una funzione. Mi piace sentirmi in comunione con un gruppo di persone guardando i miei amici negli occhi, parlando con loro, e guardando il loro sorriso. Non mi piace emozionarmi davanti alla natura perché Dio l’ha creata così bella. Mi piace emozionarmi perché è così bella.

Non mi piace consolarmi della morte pensando che Dio mi accoglierà. Mi piace guardare in faccia la limitatezza della nostra vita e imparare a sorridere con affetto a sorella morte. Non mi piace chiudermi nel silenzio e pregare Dio. Mi piace chiudermi nel silenzio e ascoltare le profondità infinite del silenzio. Non mi piace ringraziare Dio: mi piace svegliarmi al mattino, guardare il mare e ringraziare il vento, le onde, il cielo e il profumo delle piante, la vita che mi fa vivere, e il sole che si alza.

A me non piacciono quelli che mi spiegano che il mondo l’ha creato Dio, perché penso che non lo sappia nessuno di noi da dove viene il mondo; penso che chi dice di saperlo si illude; preferisco guardare in faccia il mistero, sentirne l’emozione tremenda, piuttosto che cercare di spegnerla con delle favole. A me non piacciono coloro che credono in Dio e così sanno dove sta la Verità, perché penso che in realtà siano ignoranti quanto me. Penso che il mondo è per noi ancora uno sterminato mistero. A me non piacciono quelli che conoscono le risposte. Mi piacciono di più quelli che le risposte le cercano, e dicono «non so».

Non mi piace chi dice di sapere cosa è bene e cosa è male, perché sta in una chiesa che ha il monopolio di Dio, e non vede quante diverse chiese esistono al mondo. Quante morali diverse, e ciascuna sincera, esistono al mondo. Non mi piace chi dice a tutti cosa tutti devono fare, perché si sente forte grazie al suo Dio. Mi piace chi mi dà suggerimenti sommessi, chi vive in un modo che mi stupisce e ammiro, chi fa scelte che mi emozionano e mi fanno pensare.

Mi piace parlare agli amici, provare a consolarli se soffrono. Mi piace parlare alle piante, dare loro da bere se hanno sete. Mi piace amare. Mi piace guardare il cielo in silenzio. Mi piacciono le stelle. Mi piacciono infinitamente le stelle. Non mi piace chi si rifugia nelle braccia di una religione quando è sperso, quando soffre; preferisco chi accetta il vento della vita, e sa che gli uccelli dell’aria hanno il loro nido, ma il figlio dell’uomo non ha dove posare il suo capo.

E siccome vorrei essere simile alle persone che mi piacciono, e non a quelli che non mi piacciono, non credo in Dio.

Carlo Rovelli


giovedì 7 marzo 2019

L'ultima intervista di Brandon Lee (versione integrale)


"Il corvo, l'uccello che si vede nel film può essere considerato come una guida, quasi una parte della personalità di Eric che lo riaccompagna nella sua vita per ricordargli chi era e che cosa gli è capitato.""Eric è un personaggio che è spinto al limite delle sue capacità per far fronte a ciò che gli succede, in un certo senso è un pazzo, a volte è completamente folle, così come si può giudicare un folle una persona che sente delle voci, delle voci razionali che vogliono guidarla e delle voci irrazionali che provengono da un livello più emotivo, da un livello più profondo. 
 
Secondo me il Corvo è la voce razionale, il corvo è la sua guida, il corvo aiuta Eric a fare ciò che deve fare in maniera molto pratica, lo aiuta ad arrivare nei posti che deve raggiungere, lo aiuta a trovare le persone che deve trovare." "E' una storia che parla della giustizia per le vittime, la sua missione è di trovare gli uomini che hanno ucciso lui e la sua fidanzata per vendicarsi." "E' un ruolo fantastico ed è un ruolo che comporta dei rischi per chi lo interpreta, ti dà l'occasione di rischiare e di metterti alla prova perchè nessuno sa come si comporta una persona che torna dall'aldilà. 
 
Una delle cose più belle dell'interpretare questo ruolo è che è veramente un continuo lottare, fare a pugni con il personaggio stesso, perchè non esistono regole che indicano come si deve comportare un attore che interpreta un personaggio che torna dal mondo dei morti." "C'è una parte di Eric che è piena di rabbia, rabbia per quello che ha subito, ma una delle cose che più mi piacciono in questo film è l'equilibrio con cui tutti i vari aspetti del carattere del protagonista vengono trattati. E' un uomo tormentato, un uomo straziato nelle emozioni, nel fisico e nella mente." "Credo che il fascino del personaggio stia nella purezza che caratterizza la sua misisone: Eric è tornato per rivendicare giustizia. Ho lavorato in altri film dove c'era della violenza, ma devo dire che mai come in quetso ho pensato che la violenza fosse giustificata, è un film che lascia poco spazio alla pietà.

Questa è giustizia, ne sono assolutamente convinto, come sono convinto che se fossi io in quella situaizone mi comporterei esattamente nello stesso modo."

"Eric ha un compito da assolvere e si vede costretto ad ignorare il suo dolore per portare a termine la sua missione." "Nel film vedo un concetto di equilibrio tra il bene e il male. Siccome non sappiamo quando moriremo siamo portati a pensare alla vita come ad un pozzo inesauribile, eppure ogni singolo fatto accade solo per un certo numero di volte, e spesso si tratta di un numero limitato: quante volte ci ricordiamo di un certo pomeriggio della nostra infanzia, un pomeriggio che fa così profondamente parte del nostro essere, senza il quale non riusciremmo nemmeno a concepire la nostra esistenza, forse quattro, cinque volte, forse anche di meno. 
 
Quante volte vediamo sorgere la luna piena, forse venti, eppure tutto ci sembra senza limite. "Le piccole cose per Shelly contavano così tanto, io le giudicavo insignificanti ma, credimi, niente è insignificante " : è questo il punto di vista che adotta il personaggio per tutta la durata del film, poichè si rende perfettamente conto di quanto sia importante ogni istante della sua nuova vita." "E' il ruolo più bello che abbia mai avuto occasione di interpretare."

 

giovedì 28 febbraio 2019

Buon Compleanno Euro


Dall’introduzione dell’euro ad oggi il nostro potere d’acquisto è crollato di oltre il 15%.

Fino al 2002 prendersi un caffè al bar costava 900 lire (46 centesimi di euro) oggi 90 centesimi, esattamente il doppio (+95%), per un cono gelato si spendevano 1.500 lire (77 cent di euro) oggi 3 euro (+206%), un prezzo quadruplicato. Non parliamo poi della penna a sfera che si comprava con 500 lire (25 centesimi) mentre oggi vale 1 euro (+300%).

Per un tramezzino si spendevano 1.500 lire (0,77 euro) oggi 2 euro (+160%) così come per un Big Mac 4.900 lire (2,5 euro) a 4,20 euro (+96%), la pizza margherita da 6.500 lire (3,36 a euro) agli attuali 7,5 euro con un rialzo pari al 123%.

Qualche altro aumento:

Pasta integrale: al Kg 1.850 lire (0,95 euro) oggi 2 euro (+110%).

Spaghetti: 1.680 lire (0,86 euro) oggi 2,50 euro al kg (+190%).

Fettine di vitello: 23.200 lire al kg (12 euro) oggi 26 euro al kg (+116%).

Passata di pomodoro: 1.200 lire (0,62 euro) oggi 1,39 euro (+124%).

Latte 2.100 lire (1,08 euro) oggi 1,8 (+66%).

Sogliola: 27.000 lire al kg (14 euro) oggi 35 euro al kg (+150%).

Patate: 1.200 lire al kg (0,62 euro) oggi 1,3 euro (+109%).

Quotidiani: 1.500 lire (0,77 euro) oggi 1,50 (+95%).

Jeans: 125.000 lire (64,5 euro) oggi 130 euro (+100%).

Biglietto autobus: 1.500 lire (0,77 euro) oggi 1,5 (+95%).

Elettricità: 647.000 lire (334 euro) 535 euro (+60%).

Benzina al litro: 1.900 lire (0,98 euro) agli 1,7 euro attuali (+63%).

Taglio parrucchiere: 26.000 (13,4) oggi 25 euro (+86%).

Se siamo più poveri l’Euro ha certamente delle responsabilità ma i governanti che non hanno saputo compensare gli effetti della crisi sono e restano i primi responsabili. Quelli che ci hanno fregato.

Secondo dati Codacons (risalenti già a 2 anni fa) i rincari sono quantificabili in 14mila euro a famiglia!

Secondo i Codacons (dati dell’epoca) dall’introduzione dell’euro, i prezzi e le tariffe in Italia per beni e servizi di largo consumo sono aumentati mediamente del +60% per un esborso pari a oltre 14mila euro a famiglia. Questa la denuncia il Codacons.

Fonte: