lunedì 21 marzo 2016

Rito di Kons (Kremmerz)

Le operazioni di magia isiaca, finalizzate alle guarigioni, sono di origini antichissime, egiziane e caldee. La ritualità prevede anche l’uso di alcuni Salmi effettivamente ritenuti curativi ed energetici. Nei riti terapeutici come il Rito del Kons-Sin-Dar o in quel lo dello Zike, sono usati alcuni Carmi, di origine caldeo-egizia, giunti fino ad oggi, attraverso la tradizione orale, come parole che non appartengono a nessuna lingua, destinati all’evocazione di "forze magnetiche" e che funzionano quasi
meccanicamente per il suono che si emette pronuncia ndoli. I carmi erano stati fatti e costituiti con delle precise regole foniche: ciascuna articolazione corrisponde ad una vibrazione. Dunque i Carmi hanno una virtù anzitutto fisica perché, oltre alla ritualità, "le parole scandite, le sillabe, i suoni
generatori, le vibrazioni di quel tale campo astrale della natura umana e terrestre, a prescindere dal lato iperfisico, diventano attivi in maniera concreta, matematica, precisa". 
Kons, in Egitto, era sinonimo di dio o grande guaritore, intelligenza luni-solare di primo ordine… La sua più antica raffigurazione nota, proviene dal tempio funerario di Pepi II (VI dinastia)… Ma è solamente verso la fine del Medio Impero che la teologia tebana lo assume quale dio-figlio, nonché giovane principe e le raffigurazioni abbondano a partire dalla XVIII dinastia… Guaritore per eccellenza, di contro, gli empirici chiamavano ‘la maledizione di Kons’ quelle malattie non diagnosticabili e contro le quali si erano provati tutti i rimedi. Infatti narra una leggenda che Osiride Alzobar, combattendo contro un popolo di mostri, armati contro di lui da Tifone, stava per perdere la battaglia e a gran voce chiamò il dio della forza, Nindar-Ra, ma Kons, che per nomignolo dicevano Sin-Dar, (si ricorda che Sin era una divinità medica per gli assiro-babilonesi, e protettore delle piante medicinali) credendo che l’eroe chiamasse lui, si presentò. Osiride, corrucciato, gli chiese cosa avesse a che fare lui che guariva i mali, contro costoro. Kons gli rispose che chi può dare, può togliere la salute e, tratta di saccoccia una fiala, ne lasciò uscire una bolla di sangue di serpente; vi soffiò sopra e questa si suddivise in migliaia di piccoli serpentelli che si slanciarono sui nemici e ne accesero il sangue, così che Osiride li trucidò tutti.

Kremmerz riferisce del Kons che la sua statua o simulacro era vuoto nel suo interiore, e… il sacerdote entrava nell’interiore dell’immagine… e cominciava a parlare e a dare risposta a tutti quelli che ricorrevano per guarire… Quanto giust’appunto (analogicamente) accade anche oggi nelle operazioni responsive per ammalati, allorquando le forze e le virtù terapeutiche del Kons, evocate e invocate, si manifestano determinando le guarigioni nella corrente benefica della Miriam. Ed è così che la medicina sacerdotale e templare rivive tutt’oggi nella fratellanza terapeutica di  Miriam, efficace, salutare ed eterna, come l’amore che la nutre.”.

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