Lo stipendio è mio, ma quanti soldi mi restano davvero?
Lavoro per vivere o per pagare le tasse? Il paradosso del lavoratore dipendente Sono un lavoratore dipendente. Ogni mattina mi alzo, vado al lavoro, vendo il mio tempo, le mie competenze e le mie energie in cambio di uno stipendio. Ogni mese, però, una parte di quello stipendio viene trattenuta alla fonte per pagare IRPEF e addizionali. Poi arrivano le bollette, la spesa, l'IVA, il bollo auto e, puntuale, anche la TARI. E allora mi faccio una domanda: ma io lavoro per vivere o lavoro per pagare le tasse? Non sto dicendo che le tasse non debbano esistere. Le scuole, gli ospedali, le strade, i trasporti e tanti altri servizi pubblici hanno bisogno di risorse. Una società civile si regge anche sulla solidarietà fiscale. Ma c'è una differenza tra contribuire al funzionamento della collettività e avere la sensazione che ogni euro guadagnato venga continuamente aggredito da un nuovo prelievo. Il problema è che il lavoratore dipendente non può nascondere il proprio reddito, non può ...