domenica 25 luglio 2021

Il Libro Perduto del Dio Enki


Circa 445.000 anni fa, astronauti provenienti da un altro pianeta giunsero sulla Terra in cerca di oro.

Qui assunsero il ruolo di divinità, trasmettendo la civiltà al genere umano e insegnando agli uomini a venerarli.

La storia completa dell’impatto degli Annunaki sulla civilizzazione umana è stata narrata da Zecharia Sitchin nelle sue opere precedenti (in particolare ne Le Cronache Terrestri).

Fino a oggi però, è sempre mancato il punto di vista fondamentale, quello degli stessi Annunaki, “coloro che dal Cielo scesero sulla Terra”.

Com’era la vita sul loro pianeta?

Quali ragioni li hanno spinti a stabilirsi sulla Terra e che cosa li ha poi allontanati dalla loro nuova patria?

Per trovare risposta a queste domande serviva la testimonianza diretta di chi aveva vissuto da protagonista quelle antiche vicende.

Convinto dell’esistenza di questa testimonianza, Sitchin ha cominciato a cercarne le prove.

Grazie ad uno studio approfondito delle fonti primarie, ha ricreato le memorie di Enki, il comandante degli Annunaki.

Nasce così Il Libro perduto di Enki, una storia che ha letteralmente inizio in un altro mondo.

Un racconto epico di dei e uomini che mette in discussione molte delle nostre certezze sul passato e sul futuro.

 

martedì 6 luglio 2021

Quanto manca alla fine del mondo?

 
 Climate Clock: a New York scatta il countdown prima del disastro ambientale  globale - Osservatorio VeganOK
Climate Clock
 
I climate clock sono spuntano come funghi: dopo New York, Berlino e Glasgow, l’orologio è stato installato anche a Roma. L’orologio simpaticamente rivela quanto tempo rimane prima che si verifichi una catastrofe climatica irreversibile. Si vedono chiaramente gli anni, i giorni, le ore, i minuti e addirittura i secondi che ci rimangono prima che sia troppo tardi per fare qualcosa per il Paese. Nella pratica si tratta di una corsa contro il tempo: i climate clock stanno proprio a sottolineare il tempo che passa, inesorabilmente. Il tempo segnato non è casuale. ma è il prodotto di studi scientifici dettagliati e approfonditi. Secondo gli studiosi del Mercator research institute on global commons and climate change, in Germania, ci rimangono ancora circa 6 anni e mezzo, fino a gennaio 2028 circa, poi la temperatura media del nostro pianeta aumenterà di 1,5°C e raggiungerà la soglia considerata il punto di non ritorno. Oltre al tempo nel climate clock è presente un secondo numero, colorato di verde, che indica la percentuale di energia da risorse rinnovabili di cui disponiamo che è il lato positivo della battaglia contro i cambiamenti climatici; oggi questo numero è ancora molto piccolo, e corrisponde a circa il 30% circa dell'energia utilizzata. 
 
 

 

domenica 4 luglio 2021

REDSTORM Cuffie Gaming PS4


Cuffie da Gaming con Microfono e Bass Stereo, Cancellazione del Rumore Gaming Headset Controllo del Volume LED RGB 3.5mm per PS4/Xbox One/Switch/PC/Mac/Laptop/Tablet 
 
 

 
 

mercoledì 2 giugno 2021

Che cosa sono virus e malware?

Malware

Un virus, in informatica, è un software appartenente alla categoria dei malware che, una volta eseguito, infetta dei file in modo da fare copie di se stesso, generalmente senza farsi rilevare dall'utente. Il termine viene usato per un programma che si integra in qualche codice eseguibile (incluso il sistema operativo) del sistema informatico vittima, in modo tale da diffondersi su altro codice eseguibile quando viene eseguito il codice che lo ospita, senza che l'utente ne sia a conoscenza.

Coloro che creano virus sono detti virus writer o hacker, che sfruttano le vulnerabilità (exploit) di un sistema operativo arrecando danni al sistema, rallentando o rendendo inutilizzabile il dispositivo infetto. I virus comportano comunque un certo spreco di risorse in termini di RAM, CPU e spazio sul disco fisso. Come regola generale si assume che un virus possa danneggiare direttamente solo il software della macchina che lo ospita, anche se esso può indirettamente provocare danni anche all'hardware, ad esempio causando il surriscaldamento della CPU mediante overclocking, oppure fermando la ventola di raffreddamento. La parola è spesso erroneamente utilizzata in sineddoche per parlare di malware. Ne è un esempio il diffuso termine antivirus. 
 
Malware (abbreviazione dell'inglese malicious software, lett. "software malevolo"), nella sicurezza informatica, indica un qualsiasi programma informatico usato per disturbare le operazioni svolte da un utente di un computer. Termine coniato nel 1990 da Yisrael Radai, precedentemente veniva chiamato virus per computer; in italiano viene anche comunemente chiamato codice maligno.

 

domenica 30 maggio 2021

Nam myoho renge kyo

fonte: wikipedia

La frase Nam(u) myōhō renge kyō (南無妙法蓮華経) è l'invocazione o, in giapponese, daimoku (題目, cin. tímù, titolo) oppure ōdaimoku[1] (翁題目, dove "Ō", 翁, cinese: Wēng, è il carattere onorifico, rendendo anche il sanscrito pitā-maha, "grande padre"), riferita al titolo del "Sutra del Loto della Legge Mistica[2]".

Il Sutra del Loto è un testo composto probabilmente in dialetto pracritico e poi tradotto in sanscrito nell'Impero Kushan tra il I e il II secolo d.C., e che alcune scuole buddhiste cino-giapponesi ritengono raccolga gli insegnamenti degli ultimi otto anni di vita del Shakyamuni, il fondatore storico del Buddhismo, vissuto alla fine del VI secolo a.C.

In sanscrito il titolo è Saddharmapuṇḍarīka-sūtra (in caratteri devanāgarī: सद्धर्मपुण्डरीकसूत्र), letteralmente “Sutra del Loto della Legge meravigliosa” e nella traduzione in cinese di Kumārajīva, del V secolo d.C., è 妙法蓮華經 (pinyin: Miàofǎ Liánhuā Jīng, giapp. Myōhō renge kyō) a cui si aggiunge inizialmente il titolo onorifico di 南無 (pinyin: Nánwú, giapp. Nam, Namu o Namo) che deriva dal sanscrito नमः (Namaḥ) che indica saluto, venerazione in rapporto a un mantra.

La pratica della recitazione di Nam myōhō renge kyō (in cinese Nánwú miàofǎ liánhuā jīng) si avviò in epoca Tang in Cina presso la scuola Tiantai, probabilmente durante il patriarcato di Zhànrán (湛然, 711-782) e fu diffusa in Giappone dal monaco giapponese Nichiren (日蓮, 1222-1282) nel 1253 secondo il quale la recitazione ogni giorno di questa invocazione consente a ciascun essere umano di raggiungere la propria natura illuminata. Ma già il monaco giapponese Kūkai (空海, 774-835), fondatore della scuola buddhista giapponese Shingon (真言), aveva indicato nel titolo del Sutra del Loto un vero e proprio mantra (眞言 giapp. shingon) e quindi la parte centrale di tutta l'opera.[3]

Secondo la tradizione buddhista cino-giapponese il titolo del sutra riassume, sintetizza e rende presente il senso profondo dell'insegnamento in essa contenuto:

  • Namu (南無 cinese: nánwú, ma pronunciato nei monasteri con l'arcaico nanmu), derivante dal sanscrito namaḥ, indica la devozione, il rendere onore. Ha il significato di apertura e accettazione della legge dell'universo, armonizzandovi la propria vita e traendone forza e saggezza per superare le difficoltà.
  • Myō significa "meraviglioso" e  Dharma, sia nel senso di "Legge" sia come "ente" (妙法 cinese: miàofǎ).
  • Renge (蓮華 pronuncia cinese: 'liánhuā') indica il fiore di loto, che simboleggia il risveglio e lo stato di illuminazione che emerge dalle difficoltà della vita quotidiana e la contemporaneità di causa ed effetto.
  • Kyo (経 cinese: jing, sutra, testo canonico) indica l'insegnamento del sutra e la scrittura o il suono attraverso cui si esprime; il carattere cinese che lo rappresenta aveva in origine il significato di "trama" (contrapposta a "ordito", wei, con cui si intendono i testi eterodossi).

I sette caratteri del daimoku vengono riportati anche nel centro del maṇḍala, o Gohonzon, che, secondo alcune scuole del Buddhismo Nichiren, rappresenta la vita di colui che recita, come una sorta di specchio; quindi non è l'oggetto in sé ad essere venerato, bensì è la propria vita; l'unico mezzo attraverso il quale il praticante può raggiungere i propri obiettivi, infatti, è la propria azione, compiuta con la consapevolezza della legge di causa ed effetto. Tuttavia il preciso significato dei termini, la loro esatta pronuncia e il loro peso nella pratica del culto, differiscono leggermente a seconda delle varie scuole religiose derivate da questa tradizione.

 

 

domenica 23 maggio 2021

“Il controllo è un’illusione”

 

"A volte il controllo può essere un illusione, ma a volte serve un illusione per avere il controllo. La fantasia è un modo semplice per dare senso al mondo, per nascondere la dura realtà con il conforto dell'evasione, dopo tutto non è per questo che ci circondiamo di cosi tanti schermi? per evitare di vedere, per evitarci a vicenda, per evitare la verità. Mi dispiace di non averti detto tutto...Ma ne avevo bisogno per stare meglio. Ti prego non essere arrabiato. Sarà l'ultima volta che ti nascondo qualcosa. Te lo prometto. So che cosa stai pensando...Non ti ho mentito. Tutto questo è successo veramente. Era solo il mio modo per affrontarlo. Ma ora vorrei che ci fidassimo di nuovo l'uno con l'altro. Stringiamoci la mano..." (Elliot)