mercoledì 2 giugno 2021

Che cosa sono virus e malware?

Malware

Un virus, in informatica, è un software appartenente alla categoria dei malware che, una volta eseguito, infetta dei file in modo da fare copie di se stesso, generalmente senza farsi rilevare dall'utente. Il termine viene usato per un programma che si integra in qualche codice eseguibile (incluso il sistema operativo) del sistema informatico vittima, in modo tale da diffondersi su altro codice eseguibile quando viene eseguito il codice che lo ospita, senza che l'utente ne sia a conoscenza.

Coloro che creano virus sono detti virus writer o hacker, che sfruttano le vulnerabilità (exploit) di un sistema operativo arrecando danni al sistema, rallentando o rendendo inutilizzabile il dispositivo infetto. I virus comportano comunque un certo spreco di risorse in termini di RAM, CPU e spazio sul disco fisso. Come regola generale si assume che un virus possa danneggiare direttamente solo il software della macchina che lo ospita, anche se esso può indirettamente provocare danni anche all'hardware, ad esempio causando il surriscaldamento della CPU mediante overclocking, oppure fermando la ventola di raffreddamento. La parola è spesso erroneamente utilizzata in sineddoche per parlare di malware. Ne è un esempio il diffuso termine antivirus. 
 
Malware (abbreviazione dell'inglese malicious software, lett. "software malevolo"), nella sicurezza informatica, indica un qualsiasi programma informatico usato per disturbare le operazioni svolte da un utente di un computer. Termine coniato nel 1990 da Yisrael Radai, precedentemente veniva chiamato virus per computer; in italiano viene anche comunemente chiamato codice maligno.

 

domenica 30 maggio 2021

Nam myoho renge kyo

fonte: wikipedia

La frase Nam(u) myōhō renge kyō (南無妙法蓮華経) è l'invocazione o, in giapponese, daimoku (題目, cin. tímù, titolo) oppure ōdaimoku[1] (翁題目, dove "Ō", 翁, cinese: Wēng, è il carattere onorifico, rendendo anche il sanscrito pitā-maha, "grande padre"), riferita al titolo del "Sutra del Loto della Legge Mistica[2]".

Il Sutra del Loto è un testo composto probabilmente in dialetto pracritico e poi tradotto in sanscrito nell'Impero Kushan tra il I e il II secolo d.C., e che alcune scuole buddhiste cino-giapponesi ritengono raccolga gli insegnamenti degli ultimi otto anni di vita del Shakyamuni, il fondatore storico del Buddhismo, vissuto alla fine del VI secolo a.C.

In sanscrito il titolo è Saddharmapuṇḍarīka-sūtra (in caratteri devanāgarī: सद्धर्मपुण्डरीकसूत्र), letteralmente “Sutra del Loto della Legge meravigliosa” e nella traduzione in cinese di Kumārajīva, del V secolo d.C., è 妙法蓮華經 (pinyin: Miàofǎ Liánhuā Jīng, giapp. Myōhō renge kyō) a cui si aggiunge inizialmente il titolo onorifico di 南無 (pinyin: Nánwú, giapp. Nam, Namu o Namo) che deriva dal sanscrito नमः (Namaḥ) che indica saluto, venerazione in rapporto a un mantra.

La pratica della recitazione di Nam myōhō renge kyō (in cinese Nánwú miàofǎ liánhuā jīng) si avviò in epoca Tang in Cina presso la scuola Tiantai, probabilmente durante il patriarcato di Zhànrán (湛然, 711-782) e fu diffusa in Giappone dal monaco giapponese Nichiren (日蓮, 1222-1282) nel 1253 secondo il quale la recitazione ogni giorno di questa invocazione consente a ciascun essere umano di raggiungere la propria natura illuminata. Ma già il monaco giapponese Kūkai (空海, 774-835), fondatore della scuola buddhista giapponese Shingon (真言), aveva indicato nel titolo del Sutra del Loto un vero e proprio mantra (眞言 giapp. shingon) e quindi la parte centrale di tutta l'opera.[3]

Secondo la tradizione buddhista cino-giapponese il titolo del sutra riassume, sintetizza e rende presente il senso profondo dell'insegnamento in essa contenuto:

  • Namu (南無 cinese: nánwú, ma pronunciato nei monasteri con l'arcaico nanmu), derivante dal sanscrito namaḥ, indica la devozione, il rendere onore. Ha il significato di apertura e accettazione della legge dell'universo, armonizzandovi la propria vita e traendone forza e saggezza per superare le difficoltà.
  • Myō significa "meraviglioso" e  Dharma, sia nel senso di "Legge" sia come "ente" (妙法 cinese: miàofǎ).
  • Renge (蓮華 pronuncia cinese: 'liánhuā') indica il fiore di loto, che simboleggia il risveglio e lo stato di illuminazione che emerge dalle difficoltà della vita quotidiana e la contemporaneità di causa ed effetto.
  • Kyo (経 cinese: jing, sutra, testo canonico) indica l'insegnamento del sutra e la scrittura o il suono attraverso cui si esprime; il carattere cinese che lo rappresenta aveva in origine il significato di "trama" (contrapposta a "ordito", wei, con cui si intendono i testi eterodossi).

I sette caratteri del daimoku vengono riportati anche nel centro del maṇḍala, o Gohonzon, che, secondo alcune scuole del Buddhismo Nichiren, rappresenta la vita di colui che recita, come una sorta di specchio; quindi non è l'oggetto in sé ad essere venerato, bensì è la propria vita; l'unico mezzo attraverso il quale il praticante può raggiungere i propri obiettivi, infatti, è la propria azione, compiuta con la consapevolezza della legge di causa ed effetto. Tuttavia il preciso significato dei termini, la loro esatta pronuncia e il loro peso nella pratica del culto, differiscono leggermente a seconda delle varie scuole religiose derivate da questa tradizione.

 

 

domenica 23 maggio 2021

“Il controllo è un’illusione”

 

"A volte il controllo può essere un illusione, ma a volte serve un illusione per avere il controllo. La fantasia è un modo semplice per dare senso al mondo, per nascondere la dura realtà con il conforto dell'evasione, dopo tutto non è per questo che ci circondiamo di cosi tanti schermi? per evitare di vedere, per evitarci a vicenda, per evitare la verità. Mi dispiace di non averti detto tutto...Ma ne avevo bisogno per stare meglio. Ti prego non essere arrabiato. Sarà l'ultima volta che ti nascondo qualcosa. Te lo prometto. So che cosa stai pensando...Non ti ho mentito. Tutto questo è successo veramente. Era solo il mio modo per affrontarlo. Ma ora vorrei che ci fidassimo di nuovo l'uno con l'altro. Stringiamoci la mano..." (Elliot)
 

mercoledì 19 maggio 2021

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Salvini vs Battiato (figura di merda)

https://www.ilriformista.it/wp-content/uploads/2021/05/battiato-salvini.jpg

Da “grande artista ma piccolo uomo” a “grande Maestro”. Nell’overdose di commenti e dichiarazioni che nelle scorse ore hanno riguardato la scomparsa di Franco Battiato, l’artista e cantautore catanese morto questa mattina all’età di 76 anni, spicca quella del leader della Lega Matteo Salvini.

Così come tutti gli altri leader politici presenti in Parlamento, il segretario del Carroccio ha dedicato al ‘Maestro’ della musica italiana un commento affidato ai social. Salvini ha scelto infatti di condividere il video di una delle esibizioni di Battiato de ‘La Cura’, scrivendo: ““Perché sei un essere speciale ed io, avrò cura di te…” Una preghiera, un ricordo e una canzone per il grande Maestro, Franco #Battiato”.

fonte : https://www.ilriformista.it/battiato-da-piccolo-uomo-a-grande-maestro-la-giravolta-di-salvini-per-la-morte-del-cantautore-219809/

Il post condiviso su Facebook e poi pubblicato anche su Twitter è stato preso di mira per quella che molti hanno inteso come una ‘giravolta’ e una mancanza di rispetto nei confronti del cantautore di Ionia. Tutto nasce da un vecchio post su Facebook datato 27 marzo 2013, quando Salvini definì Battiato “grande artista ma piccolo uomo”. 

 

martedì 18 maggio 2021

Donkey Kong (videogame) 1981

 
Donkey Kong (ドンキーコング) è un videogioco arcade a piattaforme, sviluppato e prodotto dalla Nintendo e uscito nelle sale giochi nel 1981. Successivamente venne convertito per numerosi tipi di computer e console, oltre che come Game & Watch. Nel gioco compaiono per la prima volta i celebri personaggi Mario - qui chiamato Jumpman - e Donkey Kong.

 

Phoenix (videogioco) 1980


Phoenix (フェニックス Fenikkusu) è un videogioco arcade del genere shoot 'em up pubblicato nel 1980 in Nord America dalla Centuri: uno degli ex impiegati affermò che a svilupparlo sia stata una "piccola e sconosciuta software house giapponese". Un'azienda situata a Phoenix (Arizona) chiamata Amstar Electronics, ottenne la licenza del titolo dalla Centuri per realizzarne il cabinato. In Giappone fu invece pubblicato dalla Taito.