domenica 15 gennaio 2023

Sadhguru, Che cosa succede dopo la morte?

 

Sadhguru, Che cosa succede dopo la morte?

In questo filmato Sadhguru affronta la questione della reincarnazione nello yoga e in altre tradizioni.

Che succede quando moriamo? Secondo lo yoga noi siamo fatti di 5 corpi (o strati) di cui solo i primi 3 riguardano quello che noi definiamo l’anima.

L’anima (intesa come essenza individuale identificabile) non sarebbe altro che il risultato del Karma, e non un’anima eterna come la intendiamo noi. Conseguire la liberazione significa diventare di nuovo il tutto e perdere la propria identità.

Al contrario, per la maggior parte di noi, la coscienza passa da una vita all’altra, da un corpo all’altro. Più il Karma è forte e più tempo passerà per trovare un altro corpo e la coscienza del defunto sarà più disponibile all’esperienza sensibile verso le persone vive. Questo tempo varia da poche ore a qualche anno.

La coscienza karmica in attesa del corpo è un “fantasma”, ma i fantasmi visibili sono solo quelli che hanno un karma fortissimo. Tipico è il caso di chi muore in modo traumatico.

Inoltre, essere disponibili all’esperienza sensibile delle persone vive, non vuol dire diventare uno spettro che se ne va in giro ad infestare luoghi, ma significa poter interagire in qualche modo con la realtà percepibile. Guarda il filmato e approfondisci. Alla fine Sadhguru lo dice chiaro: «se siedi qui e semplicemente chiudi gli occhi puoi chiaramente vedere che sei più di questo corpo, non è vero?»

 

Cosa accade quando moriamo?

Tantissime persone che hanno avuto esperienze premorte fanno racconti molto simili e in genere molto positivi. Essi descrivono luci bianche e sensazioni di grandissima beatitudine. Questo deve dare conforto e speranza e persuadere a non avere paura. Tuttavia si tratta delle primissime fasi di un processo che le varie tradizioni considerano graduale.

Io penso che il modo in cui viviamo, pensiamo, agiamo, il nostro stato di salute e il modo in cui moriamo abbia un effetto sul dopo morte. In qualche modo quello che siamo ce lo portiamo dietro. Di conseguenza l’esperienza è diversa per ognuno, così come lo è stata la vita.

Spetta a te caro lettore individuare analogie e differenze tra le varie ipotesi. Per quanto mi riguarda io cerco sempre le analogie.

fonte: https://www.andreamecchia.com/2021/08/27/quando-moriamo/#Sadhguru_Che_cosa_succede_dopo_la_morte

giovedì 1 dicembre 2022

Sbattezzo: 5 motivi per farlo

 


I motivi per sbattezzarsi

1. Per coerenza

Lo sbattezzo è un gesto importante principalmente sul piano politico e simbolico, poiché, lo abbiamo appena visto, ha davvero poche implicazioni materiali ed economiche. Si tratta dunque in primis di una rivendicazione di coerenza: se non si è più cattolici, perché continuare formalmente ad esserlo, lasciando che il nostro nome rientri ancora nei conteggi ufficiali della Chiesa Cattolica? Del resto, basta una raccomandata

Ma lo sbattezzo è anche, da un punto di vista per così dire esistenziale, il coronamento formale di un percorso di vita diverso da persona a persona, al contrario del battesimo che invece viene imposto a tutti nello stesso identico modo, come se si trattasse di un atto dovuto, di una formalità burocratica, di un passaggio obbligato. Lo sbattezzo, al contrario, non è affatto un passaggio obbligato, per nessuno e in nessun luogo: è il singolo non credente a decidere se, quando e perché farlo.

2. Come rivendicazione di autonomia

Proprio per quanto appena detto lo sbattezzo va inteso anche come una rivendicazione di autonomia individuale. Autonomia nel senso pieno della parola: l’articolo 1269 del Catechismo della Chiesa Cattolica afferma infatti che “il battezzato non appartiene più a se stesso” ed è chiamato “ad essere «obbediente» e «sottomesso» ai capi della Chiesa”. Lo sbattezzo è, in quest’ottica, un modo per ribadire la propria autonomia nei confronti del paternalismo ecclesiastico – e si ripensi qui en passant alla sentenza della Corte d’Appello di Firenze citata in apertura.

Ancora più concretamente, lo sbattezzo è la riaffermazione di quella libertà di autodeterminazione che i nostri genitori, nel bene e nel male, ci hanno negato al momento del battesimo, senza chiederci se volevamo davvero farlo — e del resto come avremmo potuto rispondere?

Da questo punto di vista è molto interessante la posizione degli anabattisti (in greco, “coloro che ribattezzano”), i quali, considerando nullo il battesimo dei neonati per gli stessi motivi appena citati, si battezzano nuovamente da adulti — anche se per loro si tratta del primo vero battesimo, l’unico davvero valido. Lo sbattezzo è, per quanto agli antipodi, la stessa cosa, ovvero la cosciente riaffermazione della propria capacità di scelta laddove i nostri genitori l’avevano fatto per noi — essi stessi scegliendo sotto la pressione di nonni, zii, preti e quant’altro.

3. Come gesto politico

Sancire ufficialmente la propria non appartenenza all’istituzione denominata «Chiesa Cattolica Apostolica Romana» è un atto politicamente rilevante in un paese come il nostro, nel quale la Chiesa amministra un enorme potere politico-economico che le permette, più o meno occultamente, di dirottare l’agenda politica italiana ogni qualvolta si tenti di legiferare su temi scomodi al Vaticano — testamento biologico, fine-vita, aborto, diritti riproduttivi, unioni civili, etc.

Sbattezzarsi significa, da questo punto di vista, mandare un segnale inequivocabile alla Chiesa Cattolica e alla politica italiana, specialmente se il numero degli sbattezzati è effettivamente alto. Si pensi a tal riguardo a cosa accadde sempre in Germania nel 2013, quando, in segno di protesta, circa 120mila cattolici si sbattezzarono in un anno, a seguito di una lunga serie di scandali che coinvolsero preti pedofili e spendaccioni.

4. Per affermare che un’alternativa esiste

In Italia meno di un cattolico su quattro è praticante, eppure più del 90% della popolazione è battezzata. La causa di questo sfasamento va ricercata nella tendenza conformista di quegli italiani che battezzano i propri figli non per convinzione, ma per mera tradizione — per far contenti i familiari, o perché impauriti che i propri figli possano “sentirsi esclusi” dalle attività di gruppo, a scuola, al catechismo, etc.

Lo sbattezzo è invece un gesto anticonformista, coerente e risoluto, che si pone in netto contrasto con l’asfissiante tradizione cattolica, da molti considerata inscalfibile. È soltanto a partire da “piccoli gesti anticonformisti” come questo che, nel lungo periodo, le cose potranno cambiare. Ma l’importante è cominciare da qualche parte. Lo sbattezzo può essere a tal riguardo un ottimo punto di partenza.

5. In nome di chi non può farlo

Ci si può sbattezzare, infine, per esprimere solidarietà a tutte quelle persone che nel mondo non possono fare altrettanto. Coloro che, per intenderci, non possono lasciare la propria religione e dichiararsi pubblicamente atei senza venir perseguitati nei modi più cruenti. Ancora oggi, infatti, in 13 paesi l’apostasia è punita con la pena di morte, mentre in più di 40 con la prigionia. Per quanto possa sembrare idealistico, è forse questo il significato più nobile dello sbattezzo. Sbattezzarsi oggi, in Italia e in ogni altro paese dove sia legalmente consentito, significa rivendicare un diritto umano fondamentale, altrove calpestato: quello alla libertà di religione, che comprende il diritto a non averne alcuna.

Noi cittadini italiani possiamo scegliere liberamente se, come, quando e perché abbandonare una religione. Molte persone nel mondo non dispongono di questa libertà elementare. Se siete ancora indecisi sul da farsi, ponderate la vostra scelta tenendo a mente questa piccola massima: se loro non possono, noi dobbiamo.

Giovanni Gaetani

 

PER ALTRE INFORMAZIONI: https://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/ 

 

lunedì 28 novembre 2022

Il mistero delle pecore che camminano in cerchio

 Il gregge di pecore che cammina in cerchio da 12 giorni consecutivi / People’s Daily, Cina

Un video diventato virale documenta l’inspiegabile comportamento di un gregge nella città di Baotou, in Mongolia, dove centinaia di ovini si muovono ininterrottamente in senso orario.

Nessuno riesce a capire cosa stia spingendo centinaia di ovini a rincorrersi in senso orario, a partire dalla proprietaria del gregge, che ai media locali ha spiegato che l’incomprensibile fenomeno è inizialmente partito da poche pecore, che hanno iniziato a rincorrersi seguendo una schema circolare nel recinto, per poi estendersi al resto del gregge. Le immagini, rilanciate dalla cinese People's Daily, mostrano un gregge apparentemente sano, nonostante il curioso comportamento si stia perpetuando dall’inizio di novembre.


Fonte: https://www.fanpage.it/innovazione/scienze/il-mistero-delle-pecore-che-camminano-in-cerchio-da-12-giorni-nessuno-riesce-a-capire-il-motivo/

Io non ci vedo nulla di strano. Ecco il video:

"La religione è l'oppio dei popoli", è una delle affermazioni più spesso parafrasate del filosofo e critico dell'economia politica Karl Marx. È stata tradotta dall'originale tedesco, Die Religion ist das Opium des Volkes, letteralmente, La religione è l'oppio del popolo.

La citazione, tratta dall'introduzione de Per la critica della filosofia del diritto di Hegel, nella sua versione integrale − e meno conosciuta − si presenta così: « La religione è il sospiro della creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, così come è lo spirito di una condizione senza spirito. È l'oppio del popolo ».

fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/La_religione_%C3%A8_l%27oppio_dei_popoli

 

martedì 22 novembre 2022

Speciale Tg1 Figli delle stelle - 21/11/2022

Un ufficio permanente presso la Camera dei Rappresentanti e una task force del Ministero della Difesa. Sugli Ufo. Gli Stati Uniti cambiano passo dopo decenni di scetticismo. E poi il clamoroso annuncio della Nasa: un team di sedici scienziati studierà gli oggetti volanti non identificati. E tra loro c'è anche l’astrofisica italiana Federica Bianco. Un anno fa, in un sorprendente rapporto, il Pentagono ammetteva che, per almeno 144 casi esaminati, si potesse parlare di oggetti volanti non identificati. La scienza dispone di strumenti adatti a confermare o escludere che gli ufo esistono? E strumenti adatti a comunicare eventualmente con civiltà molto diverse dalla nostra e lontanissime dal pianeta Terra? A queste e altre domande prova a dare alcune risposte lo Speciale Tg1 “Figli delle stelle” di Elisabetta Mirarchi, in onda domenica 20 novembre alle 23.20 su Rai 1. Tra gli esperti intervistati, Michel Mayor, Premio Nobel per la fisica; Luis Elizondo, ex agente segreto del Pentagono; Roberto Pinotti, Presidente del Centro Ufologico Nazionale; Mauro Biglino, studioso di ebraico antico; Andrea Vicini, docente di Teologia morale e bioetica al Boston College; Monsignor Gabriele Gionti della Specola Vaticana; e lo scienziato Claudio Grimaldi del Politecnico di Losanna. Oltre a questo, testimonianze e video di un fenomeno destinato, chissà per quanto ancora, a far discutere.

Ecco il video:

https://dai.ly/k1LvV92KsAPLwpywvXk




mercoledì 2 novembre 2022

Il mito della caverna di Platone

 
Il mito della caverna di Platone

Si immaginino dei prigionieri che siano stati incatenati, fin dall'infanzia, nelle profondità di una caverna. Non solo le membra, ma anche testa e collo sono bloccati, in maniera che gli occhi dei malcapitati possano solo fissare il muro dinanzi a loro.
 
Si pensi, inoltre, che alle spalle dei prigionieri sia stato acceso un enorme fuoco e che, tra il fuoco ed i prigionieri, corra una strada rialzata. Lungo questa strada sia stato eretto un muretto lungo il quale alcuni uomini portano forme di vari oggetti, animali, piante e persone. Le forme proietterebbero la propria ombra sul muro e questo attrarrebbe l'attenzione dei prigionieri. Se qualcuno degli uomini che trasportano queste forme parlasse, si formerebbe nella caverna un'eco che spingerebbe i prigionieri a pensare che questa voce provenga dalle ombre che vedono passare sul muro.
Mentre un personaggio esterno avrebbe un'idea completa della situazione, i prigionieri, non conoscendo cosa accada realmente alle proprie spalle e non avendo esperienza del mondo esterno (incatenati fin dall'infanzia), sarebbero portati ad interpretare le ombre "parlanti" come oggetti, animali, piante e persone reali.
 
Si supponga che un prigioniero venga liberato dalle catene e sia costretto a rimanere in piedi, con la faccia rivolta verso l'uscita della caverna: in primo luogo, i suoi occhi sarebbero abbagliati dalla luce del sole ed egli proverebbe dolore. Inoltre, le forme portate dagli uomini lungo il muretto gli sembrerebbero meno reali delle ombre alle quali è abituato; persino se gli fossero mostrati quegli oggetti e gli fosse indicata la fonte di luce, il prigioniero rimarrebbe comunque dubbioso e, soffrendo nel fissare il fuoco, preferirebbe volgersi verso le ombre.
 
Allo stesso modo, se il malcapitato fosse costretto ad uscire dalla caverna e venisse esposto alla diretta luce del sole, rimarrebbe accecato e non riuscirebbe a vedere alcunché. Il prigioniero si troverebbe sicuramente a disagio e s'irriterebbe per essere stato trascinato a viva forza in quel luogo.
Volendo abituarsi alla nuova situazione, il prigioniero riuscirebbe inizialmente a distinguere soltanto le ombre delle persone e le loro immagini riflesse nell'acqua; solo con il passare del tempo potrebbe sostenere la luce e guardare gli oggetti stessi. Successivamente, egli potrebbe, di notte, volgere lo sguardo al cielo, ammirando i corpi celesti con maggior facilità che di giorno. Infine, il prigioniero liberato sarebbe capace di vedere il sole stesso, invece che il suo riflesso nell'acqua, e capirebbe che:
Resosi conto della situazione, egli vorrebbe senza dubbio tornare nella caverna e liberare i suoi compagni, essendo felice del cambiamento e provando per loro un senso di pietà: il problema, però, sarebbe proprio quello di convincere gli altri prigionieri ad essere liberati. Infatti, dovendo riabituare gli occhi all'ombra, dovrebbe passare del tempo prima che il prigioniero liberato possa vedere distintamente anche nel fondo della caverna; durante questo periodo, molto probabilmente egli sarebbe oggetto di riso da parte dei prigionieri, in quanto sarebbe tornato dall'ascesa con "gli occhi rovinati". Inoltre, questa sua temporanea inabilità influirebbe negativamente sulla sua opera di convincimento e, anzi, potrebbe spingere gli altri prigionieri ad ucciderlo, se tentasse di liberarli e portarli verso la luce, in quanto, a loro dire, non varrebbe la pena di subire il dolore dell'accecamento e la fatica della salita per andare ad ammirare le cose da lui descritte.

 La simbologia filosofica di questo mito è ricchissima:

* La caverna oscura simboleggia il nostro mondo;
* Gli schiavi incatenati - gli uomini;
* Le catene – l’ignoranza e le passioni che ci inchiodano a questa vita;
* Le ombre delle statuette – le cose del mondo sensibile corrispondenti al grado della credenza;
* Il fuoco – il principio fisico con cui i primi filosofi spiegarono le cose;
* La liberazione dello schiavo – l’azione della conoscenza e della filosofia;
* Il mondo fuori della caverna – le idee;
* Le immagini delle cose riflesse nell’acqua – le idee matematiche che preparano alla filosofia;
* Il sole – l’idea del Bene che tutto rende possibile e conoscibile;
* La contemplazione delle cose e del sole – la filosofia ai suoi massimi livelli;
* Lo schiavo che vorrebbe starsene sempre là – la tentazione del filosofo di chiudersi in una torre d’avorio;
* Lo schiavo che ritorna nella caverna – il dovere del filosofo di far partecipi gli altri delle proprie conoscenze;
* L’ex schiavo che non riesce più a vedere le ombre – il filosofo che per essersi troppo concentrato sulle idee si è disabituato alle cose;
* Lo schiavo deriso – la sorte dell’uomo di pensiero di venir scambiato per pazzo da coloro che sono attaccati ai pregiudizi e ai modi di vita volgari;
* I grandi onori attribuiti a coloro che sanno vedere le ombre – il premio offerto dalla società ai falsi sapienti;
* L’uccisione del filosofo – la sorte toccata a Socrate.

La luce del fuoco quindi rappresenta la condizione di conoscenza della verità parziale in quanto ci permette di vedere le ombre delle Idee (ossia le ombre della realtà vera); la luce del sole invece simboleggia l’idea del Bene che tutto rende possibile e conoscibile, permettendo così all’uomo “liberato” di ammirare lo spettacolo scintillante delle cose reali. 

La parte iniziale del mito riprende, infatti, la teoria della linea, già esposta da Platone nei libri precedenti al settimo: il mito della caverna diventa quindi la descrizione della faticosa salita dell'uomo verso la vera conoscenza. 

Si parla di una società in cui i cittadini prigionieri sono costretti fin dalla nascita a credere che le ombre che vedono siano reali,ignorando l'esistenza della luce verità tale visione terrorizzerebbe gli individui non pronti alla rivelazione. 

Platone dopo essersi liberato dalle catene che lo imprigionavano all'illusione agisce x liberare gli altri prigionieri il codizionamento mentale è attuato fin dall'infanzia,i bambini sono flessibili,rispetto agli adulti.

martedì 11 ottobre 2022

Email Truffa

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Riconoscere le email truffa è molto importante.

L’invio di una falsa email è una delle tecniche più diffuse tra i criminali info­rmatici per entrare in possesso delle tue informazioni riser­vate.

Non è sempre facile individuare le ema­il fraudolente; molto spesso i malintenz­ionati si spacciano per banche e istituz­ioni di cui ci fidia­mo e generano email che hanno la stessa struttura di quelle ufficiali.

Esistono però dei segnali da monitorar­e, eccone alcuni:

  • Le false email richiedono sempre un­’azione, come cliccare su un link in cui inseri­re i dati bancari e personali.
  • Gli indirizzi email spesso sono molto simili a quelli uffic­iali, ma possono con­tenere piccoli errori di battitura o app­artenere a un dominio diverso dai classi­ci “.it” o “.com”.
  • È​ frequente che l’oggetto della email sia generico o poco chiaro.
  • Puoi trovare errori di grammatica e di battitura.
  • È sempre presente un'esca allettante come vincite o avvisi di urgenza, come la scadenza delle password oppure accessi sospetti.

Guarda un altro esempio di una falsa email: Phishing.