mercoledì 1 gennaio 2020

PAPA FRANCESCO - IL FALSO PROFETA ?


from : http://lacroce.altervista.org/i-lupi-travestiti-da-agnello/

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 7,15-20.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci.
Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi?
Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi;
un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni.
Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco.
Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere».
 
La menzogna si legge negli occhi. C’è una credenza comune secondo cui lo sguardo dice tutto di chi abbiamo di fronte; per altro sono in molti a ritenere che basti osservare qualcuno negli occhi per capire se mente.
In effetti, la ricerca scientifica dimostra che non si tratta solo di credenze popolari; il nostro sguardo è la parte più espressiva del volto grazie ad una sofisticatissima ed articolata rete di muscoli.


I lupi travestiti da agnello, ovvero coloro che danno libero sfogo all’immaginazione per creare un nuovo messaggio cristiano o per negarlo, sono i veri problemi dell’ analfabetismo religioso di quest’epoca. Cambiare gli insegnamenti di Cristo non vuol dire solo esporne le parole e non le opere, ma rendere le buone opere valide solo all’aspetto esteriore.In questo modo infatti stiamo soddisfando solo la nostra gloria e il nostro amor proprio. E Dio dove lo abbiamo lasciato? Può l’uomo fare niente senza la Sua grazia? Spesso infatti le loro opere sono spettacolari ma vane e inutili. I fedeli in Cristo invece esercitano la sua parola nel segreto, perché Dio ci ricompenserà. Dunque nulla va fatto per mostrare il nostro io e tutto è per Dio. Dai frutti ingiusti difatti riconosceremo loro e le loro opere. I frutti cattivi sono i peccati e le ribellioni alla Chiesa ed alla sua unica dottrina. Essi rivelano l’identità, più o meno nascosta, degli uomini senza Dio, che invocano una divinità pensata a proprio piacimento.



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