sabato 21 febbraio 2015

Writers o vandali ?




Il graffitismo (in inglese graffiti), è una manifestazione artistica, sociale e culturale diffusa in tutto il pianeta, basata sull'espressione della propria creatività tramite interventi pittorici sul tessuto urbano, questi in ogni caso vengono considerati atti di vandalismo e puniti secondo le leggi vigenti. Talvolta è correlato ad essa l'atto dello scrivere il proprio nome d'arte (tag) diffondendolo come fosse un logo. Il fenomeno, ricordando la pittura murale (murales - disegni su muro), è da alcuni ad essa accostato, e costituisce un atto di vandalismo, poiché numerosi graffitisti (in inglese writer) imbrattano, spesso impunemente, mezzi pubblici o edifici di interesse storico e artistico.

In Italia, il codice penale all'art. 639 Deturpamento e imbrattamento di cose altrui recita:

« Chiunque, fuori dei casi preveduti dall'articolo 635, deturpa o imbratta cose mobili altrui è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a euro 103. Se il fatto è commesso su beni immobili o su mezzi di trasporto pubblici o privati, si applica la pena della reclusione da uno a sei mesi o della multa da 300 a 1.000 euro. Se il fatto è commesso su cose di interesse storico o artistico, si applica la pena della reclusione da tre mesi a un anno e della multa da 1.000 a 3.000 euro.
Nei casi di recidiva per le ipotesi di cui al secondo comma si applica la pena della reclusione da tre mesi a due anni e della multa fino a 10.000 euro.
Nei casi previsti dal secondo comma si procede d'ufficio. »









Foto di Via Venezia a Bari...purtroppo essendo proprietà privata, non possiamo chiedere al Sindaco di provvedere come sta facendo ultimamente...anche se devo dire...essendo la via in una zona storica...potrebbe tranquillamente intervenire...

Le "scuole di pensiero" si dividono, e se dalla parte di chi li criminalizza è facile annoverare amministrazioni comunali, proprietari di case e negozi che spesso si trovano muri e saracinesche imbrattate da tag, a favore dei graffiti ci sono molti ragazzi. Molti ragazzi infatti riconoscono ai graffiti una funzione di abbellimento di zone urbane che altrimenti risulterebbero grigie e anonime. La pratica è maggiormente condannata invece quando si toccano monumenti e beni pubblici. Ed è proprio per la tutela di questi beni che molti comuni italiani si sono mossi per cercare di arginare il fenomeno dell'imbrattamento. Nel panorama italiano però si levano anche voci contro corrente: non mancano i comuni che hanno aperto le porte ai graffitari, organizzando manifestazioni e cedendo loro spazi per realizzare i loro disegni, che in alcuni casi non possono non essere considerati opere d'arte vere e proprie.

In Argentina l'arte di strada è stata duramente perseguita sotto la dittatura militare durata dal 1976 al 1983, l'apertura del paese inizia con la debacle della guerra delle Malvine, e da allora l'applicazione della legislatura si è allentata concedendo l'arte di strada come sistema di espressione del popolo.

Ovviamente io sono a favore di graffiti che abbeliscono muri che tagliano la città...come queste in via Guarnieri...



Oppure graffiti politici...l'importante che non imbrattino muri storici o privati...


Vandali delle bombolette a Bari vecchia, Amiu al lavoro per ripulire le scritte

"Abbiamo speso dei soldi per rimuovere le scritte - ha commentato il sindaco Decaro annunciando l'intervento - soldi di tutti che potevano essere sicuramente utilizzati meglio e per fare altro: per comprare giostrine per i giardini della città ad esempio o nuovi cestini per le carte per strada. Guardate com'è bella via Venezia pulita. Ora chiedo a tutti i cittadini che amano Bari di aiutarmi a mantenere questi muri così, noi dobbiamo essere di più degli incivili".
Dopo aver appreso delle scritte rosse sulla Basilica, Decaro aveva commentato, sempre su Facebook:  "Esistono baresi trogloditi, che odiano talmente la loro città da arrivare a sporcare i muri della Basilica del Santo Patrono. Ed esistono baresi perbene, come le donne della città vecchia che lavano la strada pubblica davanti alla loro casa. I primi stanno sfidando i secondi. Ma io sono sicuro che non vinceranno questa battaglia di civiltà".




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