domenica 31 luglio 2011

Lettera Beppe Grillo a Napolitano


Pubblico la lettera di Beppe Grillo a Napolitano...

Spettabile presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,
quasi tutto ci divide, tranne il fatto di essere italiani e la preoccupazione per il futuro della nostra Nazione. L'Italia è vicina al default, i titoli di Stato, l'ossigeno (meglio sarebbe dire l'anidride carbonica) che mantiene in vita la nostra economia, che permette di pagare pensioni e stipendi pubblici e di garantire i servizi essenziali, richiedono un interesse sempre più alto per essere venduti sui mercati. Interesse che non saremo in grado di pagare senza aumentare le tasse, già molto elevate, tagliare la spesa sociale falcidiata da anni e avviare nuove privatizzazioni. Un'impresa impossibile senza una rivolta sociale. La Deutsche Bank ha venduto nel 2011 sette miliardi di euro dei nostri titoli. E' più di un segnale: è una campana a martello che ha risvegliato persino Romano Prodi dal suo torpore. Il Governo è squalificato, ha perso ogni credibilità internazionale, non è in grado di affrontare la crisi che ha prima creato e poi negato fino alla prova dell'evidenza. Le banche italiane sono a rischio, hanno 200 miliardi di euro di titoli pubblici e 85 miliardi di sofferenze, spesso crediti inesigibili. Non sono più in grado di salvare il Tesoro con l'acquisto di altri miliardi di titoli, a iniziare dalla prossima asta di fine agosto. Ora devono pensare a salvare sé stesse.
In questa situazione lei non può restare inerte. Lei ha il diritto-dovere di nominare un nuovo presidente del Consiglio al posto di quello attuale. Una figura di profilo istituzionale, non legata ai partiti, con un l'unico mandato di evitare la catastrofe economica e di incidere sulla carne viva degli sprechi. Ricordo, tra i tanti, l'abolizione delle Province, i finanziamenti pubblici ai partiti e all'editoria e le grandi opere inutili finanziate dai contribuenti, come la Tav in Val di Susa di 22 miliardi di euro. Gli italiani, io credo, sono pronti ad affrontare grandi sacrifici per uscire dal periodo che purtroppo li aspetta, ma solo a condizione che siano ripartiti con equità e che l'esempio sia dato per primi da coloro che li governano. Oggi non esiste purtroppo nessuna di queste due condizioni.
In un altro mese di luglio, nel 1943, i fascisti del Gran Consiglio, ebbero il coraggio di sfiduciare il cavaliere Benito Mussolini, l'attuale cavaliere nessuno lo sfiducerà in questo Parlamento trasformato in un suk, né i suoi sodali, né i suoi falsi oppositori. Credo che lei concordi con me che con questo governo l'Italia è avviata al fallimento economico e sociale e non può aspettare le elezioni del 2013 per sperare in un cambiamento. In particolare con questa legge elettorale incostituzionale che impedisce al cittadino la scelta del candidato e la delega invece ai partiti. Queste cose le conosce meglio di me. Lei ha una grande responsabilità a cui non può più sottrarsi, ma anche un grande potere. L'articolo 88 della Costituzione le consente di sciogliere le Camere. Lo usi se necessario per imporre le sue scelte prima che sia troppo tardi. Saluti." Beppe Grillohttp://www.blogger.com/img/blank.gif

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Tutto precipita senza che nessun paracadute si apra. Questa sera mi sento travolta da una realtà che mi trova del tutto impotente e che mi viene sbattuta in faccia dagli eventi contingenti che mi attraversano la vita. Nessuno spiraglio che io possa mostrare a chi, accanto a me, non vuole più subire l'umiliazione di vivere in questa società. Sento di essere parte del tutto che ha portato a questa catastrofe e la sconfitta cessa di essere anonima conseguenza di fatti per divenire la mia sconfitta in quanto attrice delle premesse.

Non mi potrei definire una rappresentante di quella meglio gioventù nata dal dissenso degli anni 60 ed anche se allora ho lottato oggi so per certo che quelle lottte non sono servite a dare vita ad un mondo migliore ma sono diventate solo racconto da spiattellare ad una generazione cui oggi è negato il diritto di essere artefici del proprio futuro. Futuro rubato dalla nostra di generazione, sempre pronta ad indicare la strada giusta senza ombra di dubbio, come se una assoluta infallibilità pervadesse il suo stesso essere. Quelli del cambiamento generazionale, quelli che hanno solo da insegnare e mai da imparare, quelli che si sono messi in politica o quelli che semplicemente hanno continuato ad esercitare con i propri figli il loro essere contro, distruggendo ad uno ad uno ogni anelito di vita nuova e diversa. Un esercito di giovani grida la propria disperazione ed il proprio essere indignato e punta il dito verso i colpevoli ovvero noi. Una generazione, la meglio gioventù di oggi, non vuole più sottostare all'umiliazione di doversi abbassare ad ogni compromesso senza poter godere di nulla: ché la torta è finita da un pezzo e quello che resta lo mangiano in pochi. Questa sera mi sento così ed i fatti contingenti spingno i miei pensieri oltre i confini del tempo circoscritto ad un giorno o ad un anno. Tutto si dilata e si restringe in un convulso fluttuare di emozioni per lo più negative. La Borsa crolla, la società imploderà, è solo questione di tempo, e non solo qua ma e qui ora il centro del caos totale; un monarca schifoso, circondato da servitori laidi e delinquenti, continua a mangiare indisturbato brandelli umani. Un idiota, accompagnato da un figlio trota per sua stessa definizione, parla e gesticola scompostamente e volgarmente mostrando come il peggio stia a rappresentarci e come lo stesso peggio sia innalzato vergognosamente a simbolo di una società oramai penosa a vedersi. Cosa possiamo dire ai nostri figli quando questi ci puntano il dito contro dicendoci che grazie a noi siamo rrivati a questo punto? noi che la democrazia cristiana, con una legge, la 285, ha sistemato in posti creati e pagati con il debito che si andava accrescendo: l'importante era toglierci dalla strada ed incanalarci nella società creando un debito anche morale in chi in quel posto c'era entrato grazie alla spinta di quello o quell'altro sindacoto o partito. C'erano le quote proporzionali e così si è proceduto anche in barba alla legge in origine concepita per favorire i meno abbienti ed i più qualificati. Gente senza alcuna qualifica o professionalità è andata a riempire oltre misura organici già gonfiati e li occupa ancora negando ai suoi stessi figli, molto più qualificati, di accedervi. Come ci si può dunque sentire innocenti? io almeno di questo peccato non mi sono macchaita non avendo dovuto mai dire grazie a nessuno ma non per questo mi sento meno colpevole.

Potremmo consolarci dicendo che il problema non è solo il nostro e che persino una grande potenza come gli Strati Uniti dichiara, per bocca del suo Presidente, di essere sull'orlo del baratro. Forse una sorta di apocalisse sa per scatenarsi sul mondo occidentale e sulla sua organizzazione capitalistica o forse ancora la bestia troverà il modo per salvare se stessa attraverso fittizie politiche virtuali, nuova frontiera di questo millennio.

Intanto quel dito resta puntato e l'incertezza pervade le nostre case e le nostre città e si diffonde la sensazione che stia per scoppiare un malcontento che assumerà contorni difficilmente confinabili in tardivi recinti. Fuggite ragazzi, andate dove il vostro sapere e la vostra intelligenza valgono ancora, senza sprecare altre energie qui in questo Paese non degno di voi.

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