giovedì 11 agosto 2011

Tassa patrimoniale 2012




Prepariamoci al prelievo dai nostri conti correnti e depositi a risparmio...

Come è già successo nella notte fra il 9 e il 10 luglio 1992.
Il governo guidato da Giuliano Amato penetrò nei forzieri delle banche italiane prelevando il 6 per mille da ogni deposito. Un decreto legge di emergenza l’autorizzava a farlo: in quel provvedimento, varato mentre i mercati si accanivano sulla lira, erano state inzeppate alla rinfusa misure le più svariate. Dall’aumento dell’età pensionabile alla patrimoniale sulle imprese, dalla minimum tax all’introduzione dei ticket sanitari, dalla tassa sul medico di famiglia all’imposta straordinaria sugli immobili pari al 3 per mille della rendita catastale rivalutata. Prelievo sui conti correnti e Isi fruttarono insieme 11.500 miliardi di lire. L’imposta straordinaria sugli immobili, nella migliore delle tradizioni italiane, perse subito il prefisso stra per diventare una gabella ordinaria: l’imposta comunale sugli immobili, ovverosia l’Ici.
Con il Paese sull’orlo del baratro, il dottor Sottile adottò misure grossier. La più nota ed esecrata fu appunto il prelievo sui conti correnti, che ebbe almeno il pudore d’essere una tantum. All’ultimo momento, in Consiglio dei ministri, il titolare del Tesoro Piero Barucci propose, senza successo, di sostituirla con l’aumento dell’imposta sugli interessi bancari (una proposta analoga era stata fatta dall’allora vicedirettore di Bankitalia Antonio Fazio, preoccupato delle conseguenze della violazione notturna del risparmio nazionale). Nessuna voce si levò, invece, a difesa dell’altro baluardo del risparmio degli italiani: la casa. Passò così l’imposta straordinaria, che trasformandosi con la successiva legge finanziaria in imposta ordinaria e comunale, introdusse in maniera surrettizia la temuta patrimoniale sugli immobili. La lunga lista delle esenzioni - che comprendeva, tanto per dirne una, gli immobili della Chiesa - non prevedeva la prima casa. L’aliquota iniziale dell’Ici fu fissata al 4 per mille.

Non voglio istigare nessuno, ma non è che arriveremo alla fine come in altri paesi e cioè alla rivolta sociale ?

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