lunedì 25 febbraio 2013

Pertini vs Berlusconi





Pertini ha detto :

Mamma! Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza.
Sono al fianco di chi soffre umiliazioni e oppressioni per il colore della sua pelle. Hitler e Mussolini avevano la pelle bianchissima, ma la coscienza nera. Martin Luther King aveva la pelle color dell'ebano, ma il suo animo brillava della limpida luce, come i diamanti che negri oppressi estraggono dalle miniere del Sudafrica, per la vanità e la ricchezza di una minoranza dalla pelle bianca.
da PensieriParole
Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomia inscindibile non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà Se a me socialista offrissero la realizzazione la riforma più radicale di carattere sociale, privandomi della libertà io la rifiuterei. [...] Ecco come io sono socialista.
da PensieriParole
Mussolini si comportò come un vigliacco, senza un gesto, senza una parola di fierezza. Presentendo l'insurrezione si era rivolto al cardinale arcivescovo di Milano chiedendo di potersi ritirare in Valtellina con tremila dei suoi. Ai partigiani che lo arrestarono offrì un impero, che non aveva. Ancora all'ultimo momento piativa di aver salva la vita per parlare alla radio e denunciare Hitler che, a suo parere, lo aveva tradito nove volte.

da PensieriParole

I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo. 



 Berlusconi ha detto:

 «Ormai è ufficiale, Segni è un coglione» (5/1/1994). 
• «Io non farò il politico come gli altri» (28/1/1994).
• «Rinuncerei allo scudetto pur di vincere le elezioni» (24/3/1994).
• «Non ho mai fatto così poco in vita mia» (sulla prima giornata a Montecitorio, 16/4/1994).
• «Che cosa avete fatto nella vita? Io posso citare case, giornali, televisioni, insomma il secondo gruppo italiano» (30/4/1994).
• «In una certa fase Mussolini fece cose buone, un fatto confermato dalla storia» (28/5/1994).
• «Non perdo tempo a smentire sciocchezze. Anzi, proporrò una tassa sulle chiacchiere» (13/8/1994).
• «Ho fatto bene più di chiunque altro in tutti i settori in cui mi sono cimentato» (Silvio Berlusconi, 13/8/1994).
• «I giudici di Mani Pulite vanno arrestati, sono un’associazione a delinquere con licenza di uccidere che mira al sovvertimento dell’ordine democratico» (a Vittorio Sgarbi, Sgarbi quotidiani, 16/9/1994).
• «Chi vorrei essere se non fossi Berlusconi? Il figlio di Berlusconi» (12/10/1994).
• «Il momento in cui sono entrato in politica ho compiuto una scelta che si è rivelata rovinosa per la mia popolarità ... Ho cambiato la mia vita per il peggio. È incredibile. Tutti mi stanno saltando addosso, i giudici, i giornali, gli altri gruppi industriali... Non avevo mai pensato che avrei fatto ciò che sto facendo adesso: ricevere capi di Stato e primi ministri di Paesi stranieri, parlare al parlamento. Queste sono cose contrarie alla mia natura! Mentre un politico ama queste cose, io non le sopporto! Soffro a fare queste cose. Soffro fisicamente. Soffro, soffro. Così la politica mi fa... soffrire» (25/11/1994).
 • «Chi è scelto dalla gente è come unto dal Signore» (27/11/1994).
• «Mi spiace, non voglio parlare di me in terza persona ma molto spesso mi viene comodo. Questo però non significa nessuna aumentata considerazione di me stesso, anche perché più alta di così non potrebbe essere» (6/12/1994).
• «I miei giornali, le mie TV, il mio gruppo sono sempre stati in prima fila nel sostenere i giudici di Mani Pulite» (8/12/1994).
• «Se c’è qualcuno che mi ricorda la mitezza di Gandhi, quello è il signor Berlusconi» (24/12/1994).
• «Non credevo di essermi sottoposto a ritmi di lavoro tanto disumani: in sette mesi mi sembra di essere invecchiato di sette anni» (24/12/1994).
• «Quando ho deciso di scendere in campo, io mi sono separato mentalmente dalle mie aziende. Non conoscono il mio carattere, perché di fronte ai ricatti e alle estorsioni mafiose io non posso che resistere» (31/12/1994).







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