domenica 28 dicembre 2014

Re Giorgio Napolitano

 

Dedico questa canzone al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano...

 

 IO NON ASCOLTERÒ IL DISCORSO DI FINE ANNO DI NAPOLITANO !!!!!!!!

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Flag Day (giorno della bandiera)

Troppi usignoli Firenze
Non abbastanza Robin Hoods
Troppi halós non abbastanza eroi
Arrivando con la merce

Quindi hai pensato che piacerebbe cambiare il mondo
Ha deciso di mettere in scena un' vendita di accozzaglia
Per i poveri, per i poveri

È uno spreco di tempo, se sai cosa significano
Stringile una scatola davanti alla regina
Perche ' la sua borsa è grasso e scoppiare le cuciture
È uno spreco di tempo, se sai cosa significano

Troppe mani nelle tasche dei troppi
Non abbastanza le mani sul cuore
Troppi pronto a chiamare un giorno
Prima dell'inizio della giornata

Quindi hai pensato che piacerebbe vederli guariti
Ottenuto Peter blu per mettere in scena un appello
Per i poveri, per i poveri

È uno spreco di tempo, se sai cosa significano
Stringile una scatola davanti alla regina
Perche ' la sua borsa è grasso e scoppiare le cuciture
È uno spreco di tempo, se sai cosa significano

Bandiera giorno, giorno della bandiera, bandiera...
 



Viva il Re di Marco Travaglio:

Se uno dei Padri costituenti, quelli veri,
quelli del 1946-1947, tornasse
miracolosamente in vita, salisse sul
campanile del Quirinale e di lì desse
un’occhiata all’Italia, chiamerebbe giù
tutti gli altri per domandare loro,
angosciato: «Scusate, ricordo male o
nella Costituzione avevamo scritto
Repubblica parlamentare?». Perché
l’Italia del 2013 a tutto somiglia – a una
monarchia, a un principato, a un
 sultanato, a un emirato, a un’aristocrazia
basata sull’anzianità, a una tecnocrazia a
sovranità limitatissima, al massimo a
una Repubblica presidenziale – fuorché
a una Repubblica parlamentare. E questo
si deve a Giorgio Napolitano, l’uomo
che fin da giovane gli amici chiamavano
scherzosamente «il figlio del re» per la
sua straordinaria somiglianza con
Umberto II di Savoia. E che ora,
paradosso della storia, si è fatto lui
stesso re.

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