domenica 21 aprile 2019

Obbligo vaccino antitetanico


Il vaccino antitetanico deriva dalla tossina tetanica ottenuta da colture di un pericoloso microbo: il Clostridium tetani.
Il vaccino del tetano viene utilizzato per indurre immunità attiva verso il tetano. La vaccinazione viene solitamente somministrata nei primi mesi di vita in associazione con quello della difterite e della pertosse.
In età scolastica si somministra una dose di rinforzo di vaccino.
Un’ulteriore dose di richiamo di vaccinazione antitetanica dovrebbe essere effettuata all’età di 15-19 anni.
Il ciclo di vaccinazione nell’adulto consiste di tre dosi da somministrare a intervalli di 2 e 6 mesi dalla prima inoculazione intramuscolare. Si consiglia una dose di richiamo ogni dieci anni.
Quando, non essendo in regola con la vaccinazione, ci si reca al Pronto Soccorso a causa di una ferita, i sanitari consigliano l’effettuazione del siero antitetanico, farmaco completamente diverso dalla vaccinazione, facendo presenti i pericoli in cui si può incorrere in quanto trattasi di emoderivato.
Il siero, infatti, anche se raramente, potrebbe determinare infezioni e reazioni allergiche.
La necessità di ricorrere ad un vaccino antitetanico in caso di ferita dipende dal tipo di ferita e dallo stato di immunizzazione del paziente. Qualora la vaccinazione sia stata effettuata negli ultimi dieci anni, si ritiene necessario somministrare una dose di vaccino tetanico solo se il rischio di infezione è molto elevato. Se, invece, sono passati più di dieci anni, si consiglia di somministrare comunque una dose di rinforzo e, per le ferite ad alto rischio di infezione da tetano, può essere necessaria anche la somministrazione di siero antitetanico.



Il siero è un fluido giallo e trasparente contenente acqua, sali minerali ed un’elevata percentuale di proteine e anticorpi. E’ un emoderivato e viene impiegato per indurre in un paziente una rapida risposta immunitaria passiva e per curare una malattia già in atto, determinando così una protezione immediata, ma di breve durata.
Il vaccino è costituito dagli antigeni (ossia la parte che viene riconosciuta dal sistema immunitario) del microorganismo o della sostanza contro cui ci si vuole immunizzare: la sua inoculazione induce la produzione di anticorpi, rendendo il soggetto immune. A differenza del siero, tale immunità non è immediata, ma è necessario un intervallo di tempo per produrre anticorpi. Tuttavia dura per diversi anni, a volte per tutta la vita.



Cosa deve fare il Datore di Lavoro se il lavoratore obbligato non vuole sottoporsi alla vaccinazione?

Il datore di lavoro non può adibire il lavoratore a lavorazioni a rischio anche se quest’ultimo rilascia una dichiarazione di assunzione di responsabilità in merito.

fonte : https://www.laborsecurity.it/vaccino-antitetanico-obbligo-per-datore/

Il problema è che non posso essere libero di ammalarmi in Italia, la parola obbligo mi da un fastidio tremendo. Come anarchico, non posso che essere critico, per altro, rispetto al concetto di libertà di scelta. 

Lo stato non ha un interesse specifico a mantenere in salute gli individui. Ha un interesse specifico nel mantenere in condizioni di salute mediana la maggioranza degli individui al fine di favorire i meccanismi di accumulazione di capitale. Un vecchio slogan diceva: lo fabbrica ci avvelena, lo stato ci imprigiona. Ne consegue che lo stato è complice, come è naturale, di coloro che hanno distrutto, e continuano a distruggere, l’ecosistema per arricchirsi, danneggiando inevitabilmente anche la salute umana.

http://www.umanitanova.org/tag/vaccini/

Comunque per farvi stare tranquilli, non ho avuto per fortuna nessun effetto indesiderato che viene descritto nel bugiardino.


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