sabato 13 settembre 2014

L'Euro in Italia


Da quando c’è l’euro l’Italia non cresce !!!


Uno dei maggiori fautori dell’euro in Italia fu Romano Prodi, che divenne presidente del consiglio per la prima volta nel 1996 e guidò, quindi, il processo finale che portò l’Italia nell'euro, attraverso il rispetto dei cinque parametri previsti.

Memorabile, quanto infelicissima, una sua frase di sostegno al progetto della moneta comune: “Per noi italiani sarà come lavorare un giorno in meno al mese e guadagnare per un giorno in più”.

Invece lavoriamo di più e guadagniamo di meno...e per di più ultimamente stiamo anche perdendo posti di lavoro.

La profezia della Thatcher:

“La Germania mostrerà la sua storica fobia per l’inflazione e i paesi del Sud Europa, meno produttivi, avranno problemi a restare competitivi con una moneta forte e ci saranno tensioni”.

Uscire dall'euro? Sarebbe uno shock, ma restare è peggio ?
Un'uscita dalla moneta unica determinerebbe non solo un immediato disallineamento degli spread e una conseguente insostenibilità del nostro debito pubblico. Scatenerebbe un'inflazione a doppia cifra con un'esplosione dei costi energetici. In questo contesto la svalutazione non riuscirebbe a rilanciare le esportazioni e il Pil, visto che le filiere globali della produzione hanno già ridotto i vantaggi competitivi dei singoli paesi.

Cosa fare allora ?

Il suggerimento di Prodi:

In realtà, Prodi indica una via all’Italia: allearsi con Francia e Spagna contro la Germania, chiedendo una nuova gestione dell’unione monetaria. L’ex premier dimentica o gli sfugge che la costruzione della moneta unica o è così, come la Germania di Helmut Kohl (suo amico) la volle negli anni Novanta, o non è. Perché mai e poi mai i tedeschi acconsentirebbero a una mutazione genetica della “loro” creatura. Le resistenze di Londra si spiegano anche per questo.
Potremmo mai pensare che un economista e politico esperto come Prodi non avvertisse già nel 1996 che l’euro avrebbe comportato negli anni problemi di disequilibrio interni all’unione monetaria? Non aveva studiato l’ex premier, nonché ex Prof universitario di Economia, la teoria sulle aree monetarie ottimali?

Ovvio che sì. Col senno di poi, sulla base delle ultime dichiarazioni dell’ex premier, pare di capire che ancora una volta in Italia prevalse negli anni Novanta una visione corta delle cose. Troppo facile, però, mettere in croce il solo Romano Prodi, visto che l’ingresso nell’euro riscosse il plauso pressoché unanime di tutte le forze politiche e sociali del paese.



Ai posteri l'ardua sentenza


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