venerdì 1 gennaio 2016

Falsità incallita


Vi è un grado di falsità incallita, che si chiama coscienza pulita ?

Sì, chi appare più integerrimo a volte non è altro che un sepolcro imbiancato. E tutti noi siamo un po' dei criminali che non commettono crimini contrari alla legge: quindi sì, per sentirsi innocenti e con la coscienza sempre pulita c'è bisogno di molta mala fede...e per prima cosa di mentire a se stessi e quindi essere falsi con se stessi prima di tutto...


Un punto di vista filosofico offerto da alcuni grandi pensatori può essere di aiuto per capire come individuare e affrontare al meglio questo genere di persone. Marco Aurelio sviluppa una particolare considerazione relativamente alla natura, sostenendo che “L’uomo semplice e onesto deve essere assolutamente così, come uno che sa di selvatico e che viene scoperto subito appena arriva, lo voglia o no, da colui che gli sta vicino”. La metafora dell’odore di selvatico vuole sottolineare come la natura non ci ha fornito di un olfatto tanto selettivo da distinguere la persona sincera dall’ipocrita. In effetti l’ipocrisia di solito non manda segnali. Difficilmente se ne possono intuire i contorni, nonostante sia molto pervasiva poiché coinvolge i rapporti umani: la politica, la religione, le relazioni di lavoro e i rapporti famigliari...


L’ipocrita si sente un vincente perché sa manipolare il mondo nel modo migliore per sé stesso. In realtà, spesso si rivela essere un individuo insicuro, che mira a realizzare scopi che sono fuori dalla sua portata.


Il problema principale dell’ipocrita è che in fondo recita una parte indossando quella maschera che opacizza la sua anima e lo rende infelice. Insomma, come afferma Gómez Dávila “L’ipocrisia non è lo strumento dell’ipocrita, ma la sua prigione”. Scoprirli non è poi così difficile: tenerli lontani dalla nostra vita è un dovere che abbiamo nei confronti di noi stessi.

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