domenica 8 marzo 2015

Il calcio mi fa schifo



Il rispetto degli avversari e la cultura della sconfitta fanno parte di un vecchio codice comportamentale che viene declinato alla voce fair play. Il fair play è il rispetto degli avversari, dell'arbitro e in generale delle regole. È una cosa molto britannica, l'hanno inventato loro. Nel calcio italiano il fair play non è mai stato molto apprezzato, il nostro è un calcio isterico nel quale si litiga anche per una rimessa laterale a centrocampo, o si manda l'arbitro a quel paese per un nonnulla. A questo proposito, mi viene in mente un episodio che mi è stato raccontato da Beppe Bergomi, ex capitano dell'Inter e della Nazionale, il giorno del funerale di Bearzot.

Bergomi era un terzino e non faceva molti gol. Una volta, non si sa come, aveva segnato il gol del 5 a 1 all'Ascoli e aveva esultato come se ne avesse segnato uno al Barcellona. Al primo raduno della Nazionale, Bearzot lo chiamò e gli disse che quel gesto non gli era piaciuto. E lui, senza capire: "Ma perché?". "Perché dovevi pensare che loro, perdendo, finivano in serie B e quindi non è stato corretto fare tutta quella festa". Conclusione di Bergomi: "Ci rimasi malissimo, però aveva ragione lui".

Questo rimanda a un aspetto etico dello sport a cui tengo molto: l'insegnamento che ti proviene dalla sconfitta. Quasi tutti gli allenatori, a cominciare da Sacchi, parlano di cultura della sconfitta. Ed è verissimo, è necessaria, però sarebbe bello che dessero loro l'esempio. Un allenatore o un uomo di sport è anche uno che, come Bearzot, sa fare un certo genere di discorsi, è uno che ha un'età diversa dalla tua, quindi potrebbe essere tuo padre o tuo zio, e ti spiega anche come devi comportarti, e se sbagli te lo fa capire.


Consiglio ? 
Cambiate Sport !!!

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