domenica 3 maggio 2015

Black Bloc...manifestanti violenti o infiltrati ?


Con il termine inglese Black Bloc (Blocco Nero in italiano o Schwarzer Block in tedesco) si definisce una tattica che ha dato il nome a un gruppo di individui, prevalentemente di stampo anarchico, dediti ad azioni di protesta spesso caratterizzate da atti vandalici, disordini e scontri con le forze dell'ordine.
L'etimologia del termine deriva dall'unione delle parole inglesi bloc (che indica una massa compatta di persone, a differenza di block che indica un blocco solido di materia inanimata o l'atto del bloccare) e black (che indica il colore nero, in questo caso "vestite di nero").

 Black bloc...agenti provocatori infiltrati? La riposta nelle scarpe.
 (foto delle violenze al G20 di Toronto del 2010)

Diversi compagni, anche anarchici, ritengono che i black bloc non siano altro che dei provocatori al soldo della polizia, altri ritengono invece che questo sia fuorviante e diffamatorio rispetto al modo che altri compagni hanno di intendere l'azione diretta. Ora, la questione è che da che mondo e mondo gli "infiltrati" (polizia, carabinieri o altro), non solo nelle grandi manifestazioni ma anche nei gruppi organizzati, sempre ci sono stati e sempre ci saranno (vedi Circolo Anarchico 22 Marzo, Mario Merlino). L'informalità poi dei black bloc rende ancor più probabile la presenza e l'attività degli infiltrati, sia per quanto riguarda il monitoraggio e lo spionaggio sia per quanto concerne la provocazione in occasione di scontri di piazza.
Tuttavia, tutti questi fatti, non bastano certamente per dire che i black bloc siano un gruppo formato da infiltrati o che tutte le azioni da loro "firmate" siano delle provocazioni. Per quanto si possa discutere sull'opportunità e legittimità di compiere o meno certe azioni (i pareri sono discordanti), è indubbio che determinati atteggiamenti siano storicamente presenti all'interno delle correnti anarchiche, così come è indubbio che le forze dell'ordine hanno cominciato ad infiltrarsi nei cortei o nei gruppi anarchici ben prima della nascita dei black bloc.

Per me troppo organizzati...


Nei video noto poca ferocia nei loro confronti da parte delle forze dell'ordine... nettamente più numerosi...strano...

Ma la questione è semplice, la manifestazione è stata preannunciata da giorni da giornali e reti televisivi, come mai una manifestazione contro il sistema viene pubblicizzata da metodi di comunicazione appartenti al sistema? 
Semplice, la loro intenzione era quella di scatenare la guerriglia e far cadere l'attenzione sul caos creato, piuttosto che sul vero motivo per cui la manifestazione ha avuto inizio...

Gli hanno fatto un favore...alla politica tutta (mondiale)...
Oggi, domani e in futuro si parlerà solo dei disordini, del caos provocato da questa manifestazione e non dei diritti invocati dai manifestanti pacifici.
A mio avviso, i disordini sono stati permessi anche per un tempo infinitamente più lungo del necessario.
Milano è piena di caserme si poteva far intervenire l'esercito (10.000 uomini) e non avrebbe richiesto più di un' ora per bloccarli tutti.




L'anarchico che fa la rivoluzione...
...con la pensione d'invalido statale !!!


E beve la Coca Cola !!!

Lui, su una carrozzina elettrica, sarebbe Pasquale “Lello” Valitutti, noto anarchico. E' stato immortalato con un casco, venerdì 1 maggio a Milano. O almeno così sarebbe stato identificato. Ha una storia personale molto travagliata; sarebbe, infatti, l'unico testimone della morte di Giuseppe Pinelli, il ferroviere che, nella notte del 15 dicembre 1969, venne trovato morto nel cortile della questura di Milano, trattenuto dopo la strage di piazza Fontana....ops...

Il Valitutti l'altroieri si aggirava con la sua carrozzina elettrica tra le prime linee di quelli che Renzi ha definito «ragazzotti, figli di papà». Pasquale era coccolato non solo dai suoi fan in tuta nera, ma perfino dai poliziotti che ormai, dopo decenni cortei antagonisti, hanno imparato a riconoscerlo. Ieri, per la prima volta, «Lello» aveva la testa protetta da un casco integrale: circostanza che faceva prevedere una manifestazione tutt'altro che pacifica...

Questa foto è stata scattata a Milano, durante i violenti scontri di una parte del corteo No Expo...
ritrae una manifestante, coperta da capo a piedi con indumenti neri, che scrive su una vetrina di banca.
L'ingrandimento dell'immagine evidenzia al polso della giovane un orologio dorato, un modello del tutto simile a certi costosi Rolex, sicuramente non certo un orologio "di lotta", un cinese nonché economico Casio, tanto per dire....


Per non parlare di questo assurdo selfie, che è diventato un caso sui social network.
Una ragazza si è fatta fotografare al fianco di un'auto distrutta dopo il passaggio dei black bloc. L'immagine è subito diventata virale sui social network che si sono scatenati contro la ragazza.

Nel video qui sotto.....le immagini che confermano la strategia di non-risposta delle forze di polizia alle violenze dei black bloc.
Subito dopo l'arrivo di una bottiglia incendiaria che ferisce un agente dei reparti mobili, alcuni poliziotti incitano i colleghi ad "andare avanti" per dare il via ad una carica ed effettuare fermi. "Li dobbiamo prendere adesso" urla un agente, mentre piovono indietro i lacrimogeni rilanciati dai manifestanti verso la polizia.
Il funzionario però dà l'ordine di fermarsi. Fortissimo malumore tra gli agenti che rispondono: "non ci dobbiamo fermare".


 

Nel video qui sotto invece, ci sono le fasi concitate dell'arresto di un ragazzino durante gli incidenti scoppiati nel pomeriggio del Primo Maggio a Milano. La situazione è caotica. Ad eseguire il fermo sono due agenti in borghese. 
Ma quando il fermato viene portato verso lo schieramento di carabinieri, alcuni confondono il fermato con l'agente in borghese che è riuscito a prenderlo e lo manganellano in testa. Si fermano quando qualcuno urla: "è uno dei nostri".

 

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