giovedì 10 settembre 2015

Sex crimes and the Vatican


from : Wikipedia
 
Nel 2006 l'emittente televisiva inglese BBC ha trasmesso un documentario intitolato Sex crimes and the Vatican che accusava la Chiesa di coprire i sacerdoti coinvolti in abusi sessuali su minori.

In Italia la decisione di Michele Santoro di trasmettere il documentario nella puntata del 31 maggio 2007 del programma Anno Zero, ha sollevato polemiche politiche. Mario Landolfi, presidente della commissione Vigilanza RAI, ha invitato il direttore generale della Rai pro tempore, Claudio Cappon a non procedere all'acquisto del documentario.

Successivamente alla messa in onda altre polemiche, di segno opposto, hanno coinvolto il conduttore, accusato d'aver concordato con il Vaticano le modalità di pubblicazione, nelle quali si sarebbero illustrati i casi come individuali, evitando di coinvolgere in pieno la Chiesa.

Il documentario mostrava i risultati prodotti da una commissione mista di indagine operante negli Stati Uniti d'America a seguito di svariate denunce, esso metteva in evidenza come in un documento del 1964 intitolato Crimen sollicitationis vi fossero norme e regole che, pena la scomunica, imponessero alle vittime di violenza ed a tutti i soggetti coinvolti a vario titolo di mantenere il silenzio. Durante la trasmissione, questa tesi è stata rigettata da monsignor Rino Fisichella.

Il giorno precedente la messa in onda del documentario, Massimo Introvigne pubblicò su Avvenire un articolo fortemente critico sull'accuratezza dei suoi contenuti. In esso si precisava che la pena delle scomunica era, al contrario, riservata a chi avesse omesso la denuncia; la segretezza era riservata ai processi canonici, a tutela di tutte le parti in causa. Altri hanno invece valutato l'ipotesi, fra questi anche la Corte distrettuale di Harris County (Texas), che ha indagato ed imputato per «ostruzione alla giustizia» l'allora cardinale Joseph Ratzinger, in seguito all'invio dell'epistola De delictis gravioribus avvenuta nel 2001. Il procedimento è stato bloccato nel settembre 2005, quando il Dipartimento di Stato statunitense accolse la richiesta di concedere a Ratzinger l'immunità diplomatica in seguito alla sua elezione come Papa (e quindi capo di stato straniero).In realtà,come riporta lo stesso Massimo Introvigne nel caso deciso il 22 dicembre 2005 a Houston (Texas) dal giudice Lee Rosenthal il cardinale Joseph Ratzinger non era stato né “incriminato”, né indagato, ma semplicemente era stato citato in giudizio dallo studio legale Kahn Merritt & Allen in una causa civile relativa a danni reclamati all’Arcidiocesi di Houston da persone che accusavano di essere state molestate sessualmente dal seminarista Juan Carlos Patino-Arango,della stessa Arcidiocesi.

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