domenica 5 aprile 2015

Il significato esoterico della Pasqua


Secondo la tradizione esoterica, nell’Equinozio di Primavera ricorre il periodo migliore per le energie di risanamento fisico e spirituale.

Il simbolo del “seme” -che non è altro che una forma pensiero, un proposito da noi fatto e depositato nella nostra mente e nel nostro cuore- piantato in noi nel Solstizio Invernale -che coincide con la festività del Natale- se ben protetto ed accudito, nel periodo dell’anno che va dal 21 marzo al 21 giugno potrà usufruire dell’energia solare primaverile che permette a questo seme, ormai divenuto piantina, di poter ricevere il massimo influsso di Energia Vitale propria dell’Essere cosmico (vale a dire di Dio).

Il Kremmerz scrive :

Studiando bene il rituale religioso e mettendolo in paragone col magico, si trova in natura (e quindi in tutto il simbolismo che alle leggi generali di essi si riferisce) il corso apparente del sole è analogo all'ascensione del sole intellettuale nell'animo umano, e che la vita di Cristo è analoga a tutte le leggi della natura simbolizzata.


Lo scudo magico del Conte di Cagliostro, cioè il serpente attraversato dalla freccia, rappresenta la stessa idea che il rituale cattolico vorrebbe rivelare o manifestare con l'agnello mistico attraversato dall'asta di una bandiera del trionfo, che appunto al sabato santo si mostra trionfante sugli altari dopo la passione del Cristo, cioè dopo le sofferenze atroci del corpo bruto flagellato, insaguinato, fino a che sul Calvario non compia l'agonia, e lo spirito del Cristo trovi l'equilibrio nella Croce (equilibrio ideale). Così mentre il suo corpo scende nel sepolcro, Lui, figliuolo e parte del Dio unico, si appresta al trionfo della resurezzione, raggiante di luce.
Così per sole, così per l'anima umana, cos' per ogni legge e corso di natura, fino a che il brutto sogno della vita sensuale dura e la morte non segna il risveglio dell'anima umana nell'eterno Vero !

Ricordo a chi legge che sto parlando di "tradizione esoterica egizia".

Le operazioni di magia isiaca (egizia), sono finalizzate alle guarigioni, sono di origini antichissime, egiziane e caldee. La ritualità prevede anche l’uso di alcuni Salmi effettivamente ritenuti curativi ed energetici. Nei riti terapeutici come il Rito del Kons-Sin-Dar o in quel lo dello Zike, sono usati alcuni Carmi, di origine caldeo-egizia, giunti fino ad oggi, attraverso la tradizione orale, come parole che non appartengono a nessuna lingua, destinati all’evocazione di "forze magnetiche" e che funzionano quasi meccanicamente per il suono che si emette pronunciandoli. I carmi erano stati fatti e costituiti con delle precise regole foniche: ciascuna articolazione corrisponde ad una vibrazione. Dunque i Carmi hanno una virtù anzitutto fisica perché, oltre alla ritualità, "le parole scandite, le sillabe, i suoni generatori, le vibrazioni di quel tale campo astrale della natura umana e terrestre, a prescindere dal lato iperfisico, diventano attivi in maniera concreta, matematica, precisa". 

fonte: http://www.memphismisraim.it/GianniLonghiMOD.pdf

Pasqua arriva sempre in primavera come mai ?

Il pettirosso oltre a segnalare l’arrivo della neve, è antico simbolo annunciatore dell’anno nuovo e la sua presenza in uno specifico territorio indica in quel luogo il passaggio dall’Inverno alla rinascita primaverile della natura tutta.
È all’immagine naturalistica di questo nunzio, così grazioso  (cioè prodigo di grazie), così piccolo eppure ritenuto tra gli uccelli della sua specie fra i più coraggiosi, leali e generosi, e alla sua spiccata gioia di vivere, che la Direzione vuole affidare il messaggio augurale per l’approssimarsi della Primavera e l’inizio del nuovo anno magico.

La Schola e tutti i suoi iscritti di ogni ordine e grado si stanno preparando a quelle pratiche di rigenerazione alle quali attendere attraverso l’esecuzione sia dei Riti equinoziali (cfr.  il libro “Tradizioni e culti pagani di Primavera” AA. VV. Ed. Miriamica) concomitanti all’entrata del sole in Ariete sia, in particolare, del Rito di Kons-Sin-Dar, finalizzato proprio alla rigenerazione della carne e alla salute dello spirito, nonché all’intuizione dell’Arcano nell’Opera Hermetica.
Da “L’eredità isiaca e osiridea dell’Egitto sacerdotale”  a cura della S.P.H.C.I., in cui è presente un saggio divulgativo sul Kons, si  riportano di seguito alcuni stralci, con l’auspicio che tutti gli utenti del blog vogliano integrarli con loro osservazioni, riflessioni e testimonianze contribuendo così, italicamente, ad onorare il voto di sacralizzare la Primavera, esorcizzando ogni male affinché il bene e l’amore sempre trionfino, anche in momenti incerti, caotici e oscuri come questi che stiamo vivendo.

Ma chi era Kons ?



Kons, in Egitto, era sinonimo di dio o grande guaritore, intelligenza luni-solare di primo ordine… La sua più antica raffigurazione nota, proviene dal tempio funerario di Pepi II (VI dinastia)… Ma è solamente verso la fine del Medio Impero che la teologia tebana lo assume quale dio-figlio, nonché giovane principe e le raffigurazioni abbondano a partire dalla XVIII dinastia… Guaritore per eccellenza, di contro, gli empirici chiamavano ‘la maledizione di Kons’ quelle malattie non diagnosticabili e contro le quali si erano provati tutti i rimedi. Infatti narra una leggenda che Osiride Alzobar, combattendo contro un popolo di mostri, armati contro di lui da Tifone, stava per perdere la battaglia e a gran voce chiamò il dio della forza, Nindar-Ra, ma Kons, che per nomignolo dicevano Sin-Dar, (si ricorda che Sin era una divinità medica per gli assiro-babilonesi, e protettore delle piante medicinali) credendo che l’eroe chiamasse lui, si presentò. Osiride, corrucciato, gli chiese cosa avesse a che fare lui che guariva i mali, contro costoro. Kons gli rispose che chi può dare, può togliere la salute e, tratta di saccoccia una fiala, ne lasciò uscire una bolla di sangue di serpente; vi soffiò sopra e questa si suddivise in migliaia di piccoli serpentelli che si slanciarono sui nemici e ne accesero il sangue, così che Osiride li trucidò tutti.
Kremmerz riferisce del Kons che la sua statua o simulacro era vuoto nel suo interiore, e… il sacerdote entrava nell’interiore dell’immagine… e cominciava a parlare e a dare risposta a tutti quelli che ricorrevano per guarire… Quanto giust’appunto (analogicamente) accade anche oggi nelle operazioni responsive per ammalati, allorquando le forze e le virtù terapeutiche del Kons, evocate e invocate, si manifestano determinando le guarigioni nella corrente benefica della Miriam. Ed è così che la medicina sacerdotale e templare rivive tutt’oggi nella fratellanza terapeutica di  Miriam, efficace, salutare ed eterna, come l’amore che la nutre.”.

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