Scelta della tessera sindacale: la mia guida pratica
Scelta della tessera sindacale: la mia guida pratica
Un collega non ha alcun titolo per dirmi a quale confederazione posso o non posso iscrivermi!!!
Il fatto che:
- io avessi la UILM,
- abbia fatto la disdetta,
- e ora “non vogliano” che io vada in un’altra confederazione,
fa pensare a dinamiche interne (equilibri, accordi taciti, paura di perdere controllo, magari RSU, magari rapporti azienda-sindacato). Ma sono problemi loro, non miei.
Alcune cose importanti che mi tengo a mente
- La scelta del sindacato è libera!!!
È un mio diritto individuale tutelato.
Nessuno può: - indirizzarmi,
- dissuadermi,
- “consigliarmi insistentemente” su quale sindacato fare o non fare.
- Il messaggio “non farla” è già una pressione
Anche se viene da un collega e detta “a voce” o per vie traverse, resta: - pressione indebita,
- soprattutto se legata al fatto che cambio confederazione.
- Perché succede spesso
Di solito è per: - paura di rompere equilibri interni,
- timore che un altro sindacato sia più “attivo” o meno accomodante,
- giochi di rappresentanza (RSU, deleghe, numeri).
Nel settore metalmeccanico
Queste cose succedono spesso e quasi sempre per lo stesso motivo: controllo degli equilibri interni più che “il mio bene”.
Di solito quando:
- esco dalla UILM,
- e si teme che vada in un’altra confederazione,
scatta l’allarme perché:
- FIOM-CGIL è vista come più combattiva,
- FIM-CISL come più dialogante ma comunque strutturata,
- UILM spesso è quella “già dentro i giochi”.
Se non vogliono che faccia un’altra tessera, molto probabilmente:
- non vogliono perdere numeri,
- temono che cambi il peso di RSU o deleghe,
- oppure c’è un equilibrio azienda-sindacato che non vogliono toccare.
Punto fermo (importantissimo)
Posso iscrivermi a qualunque sindacato, quando voglio, senza dirlo a nessuno.
Nessun collega deve sapere che tessera faccio, se non lo voglio.
Come muovermi in modo furbo (esperienza pratica)
- Silenzio: meno parlo, meglio sto.
- Se il collega insiste, uso una frase neutra:
“Guarda, sono cose mie. Non ne parlo.”
- Se sento aria pesante: non faccio la delega in azienda, la faccio tramite il sindacato (CAF/sede).
- Tengo a mente chi mi ha mandato il messaggio, sapendo adesso di chi fidarmi e di chi no.

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