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Visualizzazione dei post da ottobre, 2026

NAZA: attenzione, non tutti i film sono quello originale

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  Attenzione al documentario che stai guardando.  Due film, due narrazioni opposte. Non fermatevi al titolo: in rete circolano due opere diverse che possono facilmente essere confuse. Negli ultimi tempi si è diffusa online una situazione che merita attenzione: due documentari con il nome NAZA, ma con contenuti e impostazioni molto differenti. Il documentario originale: NAZA Il documentario NAZA (2026), diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor, ha una durata di 80 minuti (1 ora e 20 minuti) . È un'opera d'inchiesta che affronta la realtà della guerra a Gaza e le responsabilità israeliane, offrendo una prospettiva critica sulle operazioni militari e sulle loro conseguenze. Il contro-documentario: NAZA: The Real Story Esiste anche NAZA: The Real Story , un contro-documentario della durata di 49 minuti , che propone una narrazione alternativa e contesta il messaggio dell'opera originale, presentando una prospettiva favorevole alla versione israeliana degli eventi. Il problema è ...

Lo stipendio è mio, ma quanti soldi mi restano davvero?

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  Lavoro per vivere o per pagare le tasse? Il paradosso del lavoratore dipendente Sono un lavoratore dipendente. Ogni mattina mi alzo, vado al lavoro, vendo il mio tempo, le mie competenze e le mie energie in cambio di uno stipendio. Ogni mese, però, una parte di quello stipendio viene trattenuta alla fonte per pagare IRPEF e addizionali. Poi arrivano le bollette, la spesa, l'IVA, il bollo auto e, puntuale, anche la TARI. E allora mi faccio una domanda: ma io lavoro per vivere o lavoro per pagare le tasse? Non sto dicendo che le tasse non debbano esistere. Le scuole, gli ospedali, le strade, i trasporti e tanti altri servizi pubblici hanno bisogno di risorse. Una società civile si regge anche sulla solidarietà fiscale. Ma c'è una differenza tra contribuire al funzionamento della collettività e avere la sensazione che ogni euro guadagnato venga continuamente aggredito da un nuovo prelievo. Il problema è che il lavoratore dipendente non può nascondere il proprio reddito, non può ...

7 Ottobre: dall’orrore al genocidio

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  Il 7 Ottobre è stato un crimine che ha avviato il genocidio del popolo palestinese.   Se prendiamo come riferimento oggi, 7 ottobre 2026, cioè il terzo anniversario del 7 ottobre 2023: - Attacco del 7 ottobre 2023 : morirono circa 1.200 persone in Israele, tra israeliani e cittadini stranieri. Furono inoltre 251 persone prese in ostaggio e portate a Gaza. L'ONU parla di oltre 1.200 morti.   - Gaza dal 7 ottobre 2023 a oggi : il Ministero della Salute di Gaza indica 74.245 palestinesi morti e 175.267 feriti al 6 ottobre 2026.   Reuters, nel bilancio pubblicato oggi, riporta anch'essa oltre 74.000 morti a Gaza dall'inizio della guerra. «Il 7 ottobre serviva come pretesto per distruggere Gaza?» IL 7 OTTOBRE È STATO UN CRIMINE.  Ma un crimine non è un assegno in bianco. 1.200 morti → 74.000+ morti a Gaza La domanda non è se Israele avesse il diritto di proteggere i propri cittadini. La domanda è: fino a dove?