Post

Visualizzazione dei post da settembre, 2026

SE DIO ESISTE, PERCHÉ NON SI FA VEDERE?

Immagine
  SE DIO ESISTE, PERCHÉ NON SI FA VEDERE? Un Dio onnipotente avrebbe un problema piuttosto curioso: riesce a creare l'universo, ma non riesce a presentarsi senza intermediari. Si manifesta a qualcuno. Quella persona racconta di averlo visto. Gli altri dovrebbero crederle sulla parola. Davvero questa sarebbe la prova? E poi c'è il problema più grande. Guerre. Bambini che muoiono. Tumori. Fame. Sofferenza innocente. La risposta è: «Dio ci ha dato il libero arbitrio». Va bene. Ma il libero arbitrio non provoca un tumore a un bambino. Non crea una malattia genetica. Non scatena un terremoto. Allora Dio può intervenire ma non interviene , oppure non può intervenire . Nel primo caso, bisogna chiedersi che tipo di bontà sia questa. Nel secondo, non stiamo più parlando di un Dio onnipotente. E quando qualcuno mi racconta di un'apparizione, io faccio una domanda molto semplice: Perché dovrei chiamarla “Dio” se non posso verificarla? Un'esperienza personale può essere sincera. Ma...

E SE AGENT SMITH AVESSE AVUTO RAGIONE?

Immagine
  Nel 1999 Matrix ci mise davanti a una delle provocazioni più feroci mai scritte sulla natura umana: «Gli esseri umani sono un'infezione estesa. Un cancro per questo pianeta. Siete una piaga.» All'epoca sembrava fantascienza. Oggi comincia a sembrare quasi una domanda. Noi esseri umani abbiamo costruito città, industrie, autostrade, fabbriche, centrali, allevamenti intensivi. Consumiamo risorse, produciamo rifiuti, distruggiamo habitat e, quando un territorio non basta più, cerchiamo semplicemente un altro posto da sfruttare. Poi ci raccontiamo che siamo la specie più intelligente del pianeta. Intelligente? Forse. Ma sicuramente siamo l'unica specie capace di distruggere sistematicamente il proprio ambiente mentre discute su chi abbia ragione in televisione. E adesso arriva l'IA. Stiamo costruendo qualcosa che potrebbe diventare molto più intelligente di noi. Gli stiamo dando accesso a Internet, computer, codice, informazioni, denaro e sistemi sempre più autonomi. E q...

“El necio” di Silvio Rodríguez

Immagine
  “El necio” di Silvio Rodríguez è una canzone molto densa: non parla semplicemente di “testardaggine”, ma della scelta di restare fedele a ciò in cui si crede, anche quando quella scelta comporta isolamento, sconfitta o persino sacrificio . 1. L'accettazione dell'etichetta di “necio” All'inizio Rodríguez si presenta come qualcuno che accetta consapevolmente di essere chiamato “necio” . Il senso è quasi: se per voi sono uno sciocco perché non rinuncio alle mie idee, allora accetto di esserlo. Non è stupidità: è ostinazione morale . 2. Il rifiuto del compromesso La canzone passa poi alla possibilità di abbandonare le proprie convinzioni per vivere più comodamente. Qui emerge uno dei temi centrali: che valore avrebbe una vita tranquilla se per ottenerla dovessi tradire ciò in cui credi? Il “necio” sceglie la coerenza invece dell'opportunismo. 3. La solitudine Essere coerenti può significare anche rimanere soli . Rodríguez mette in scena una persona che sa che l...