Spleen (band)

Gli Spleen sono una rock band fiorentina formatasi intorno al 2019. La formazione attuale è:

  • Samuele Riccucci – voce e chitarra
  • Matteo Innocenti – batteria
  • Olmo Fantini – chitarra
  • Alberto Sanna – basso

I primi tre sono musicisti classe 2005, quindi parliamo di ragazzi molto giovani che hanno iniziato a suonare insieme giovanissimi.

Il loro territorio è principalmente alternative rock, grunge anni '90 e post-punk, con un'impronta molto energica dal vivo. Tra le influenze si sente soprattutto il rock alternativo internazionale.

Una caratteristica particolare è che cantano in inglese, scelta voluta da Samuele: secondo quanto ha spiegato, l'inglese gli permette di prendere una certa distanza dal testo quando canta.

E non sono semplicemente una band "nostalgica" del grunge: alcune recensioni di Gush sottolineano che danno il meglio proprio quando si allontanano dalle influenze grunge più evidenti. 

 

Per una band così giovane, questa è forse la cosa più interessante.

Nel loro percorso hanno condiviso il palco con:

Buzzcocks, Afterhours, Marlene Kuntz e Bambole di Pezza.

Nel 2025 sono stati scelti da Piero Pelù come gruppo di apertura del suo tour.

E nel 2026 hanno fatto un altro salto importante: sono stati annunciati in apertura ai The Darkness al Pistoia Blues Festival.

Gush è il loro primo album, pubblicato il 22 maggio 2026 da Contempo Records e distribuito da MGM / Metropolitan Groove Merchants.

Il concetto dietro Gush è abbastanza bello: la band dice di aver raccolto e lasciato "sedimentare" anni di prove, concerti, esperienze e scrittura, fino al momento in cui tutto era pronto per essere fatto esplodere.

La metafora che usano è quella di una pianta che, quando i semi sono pronti, li "spara fuori": Gush è quindi il risultato di tutto quello che hanno costruito negli anni precedenti.

GUSH — traccia per traccia

1. Affected Kid

È un ottimo biglietto da visita.

Parte con un'attitudine molto grunge anni '90, chitarre sporche e una voce aggressiva ma melodica. Il ritornello ha quella struttura immediata che ricorda chiaramente il mondo Nirvana, senza essere una copia.

Il tema sembra essere quello di un ragazzo che reagisce a pressioni, intimidazioni e tentativi degli altri di condizionarlo.

Impatto: 🔥🔥🔥🔥🔥
Influenze: Nirvana / grunge / alternative rock

È significativo che sia anche uno dei brani con cui gli Spleen aprono abitualmente i concerti.


2. Reload

Qui aumenta decisamente la velocità.

È uno dei pezzi più rock del disco: batteria martellante, basso molto presente e chitarra che spinge continuamente in avanti.

La voce di Samuele Riccucci diventa più ruvida e aggressiva. Una recensione britannica ha individuato addirittura una combinazione tra Dave Grohl e James Hetfield nel modo di cantare.

Impatto: 🔥🔥🔥🔥🔥
Influenze: Foo Fighters / Nirvana / hard rock

Secondo me è uno dei pezzi che funzionano meglio dal vivo.


3. What's Behind The Sun

Qui, secondo me, gli Spleen cominciano a mostrare qualcosa di più personale.

Il ritmo rallenta e diventa oscuro, malinconico e atmosferico.

Il testo contiene l'immagine del sole inseguito e del bruciarsi avvicinandosi troppo: è una bella metafora dell'inseguire qualcosa che desideriamo e che contemporaneamente può farci male.

La recensione di Punktuation lo considera uno dei brani più riusciti dell'album e nota una combinazione di grunge, art-punk anni '70 e Pixies.

Impatto: 🔥🔥🔥🔥🔥
Influenze: Pixies / grunge / post-punk

Per me è una delle migliori dell'album.


4. All My Good Seeds

Cambio di marcia.

È molto più punk, nervosa e aggressiva.

La chitarra ha riff taglienti mentre basso e batteria costruiscono una base molto potente. Poi il pezzo si apre in un ritornello più melodico e quasi pop-punk.

Il titolo, "tutti i miei buoni semi", si collega quasi naturalmente alla metafora generale di Gush: qualcosa che è stato coltivato e alla fine viene fatto esplodere fuori.

Impatto: 🔥🔥🔥🔥
Influenze: punk / grunge / pop-punk


5. Kill The Prig

Questa è probabilmente la traccia più politica/sociale del disco.

È un attacco alla ipocrisia sociale e parte praticamente all'assalto.

La voce è rabbiosa, le chitarre sono nervose e il ritornello esplode. La recensione di Punktuation la definisce il brano più chiaramente punk dell'album.

Impatto: 🔥🔥🔥🔥🔥
Influenze: punk / post-punk / grunge

È uno di quei pezzi che probabilmente dal vivo acquistano ancora più senso.


6. Still In Bed

Ed ecco la pausa.

Dopo cinque pezzi molto aggressivi, arriva una canzone decisamente più intima e rilassata.

Comincia quasi acustica e poi costruisce progressivamente il ritmo.

La recensione britannica la paragona, nella parte più ritmica, agli Stone Temple Pilots.

È importante nell'economia del disco perché dimostra che gli Spleen non vogliono semplicemente fare dodici pezzi "chitarra-distorta-batteria".

Impatto: 🔥🔥🔥🔥
Influenze: Stone Temple Pilots / alternative rock


7. Lazy People

Torna il lato oscuro.

Il brano parla della stanchezza provocata dalle azioni e dai comportamenti degli altri.

Musicalmente ha una progressione molto interessante: la tensione cresce insieme alla sofferenza espressa dal testo.

La chitarra ad alto gain e la batteria nervosa ricordano inevitabilmente certi momenti di Nirvana, soprattutto Something in the Way, ma con un approccio più aggressivo.

Impatto: 🔥🔥🔥🔥
Atmosfera: cupa / frustrata / malinconica


8. W.Y.E.D.F.M.

Titolo enigmatico e brano più particolare.

Qui gli Spleen si spostano maggiormente verso un alternative rock sperimentale, mantenendo comunque la componente grunge.

È anche uno dei brani che hanno avuto una vita autonoma come singolo prima dell'album.

La cosa interessante è che gli Spleen non cercano necessariamente il ritornello facile: costruiscono il pezzo attraverso tensione, riff e dinamiche.

Impatto: 🔥🔥🔥🔥
Atmosfera: inquieta / alternativa / sperimentale


9. Crown

Uno dei pezzi più interessanti per capire l'identità della band.

Non è semplicemente grunge: c'è una componente più alternative/post-punk.

Il titolo "Crown" suggerisce simbolicamente qualcosa legato a potere, posizione, controllo o autopercezione, ma qui preferisco non attribuire alla band un significato che non ho trovato esplicitamente dichiarato.

Musicalmente è comunque uno dei brani che contribuisce a rendere Gush meno monotematico.

Impatto: 🔥🔥🔥🔥


10. Pea Pod

Questa è una delle mie candidate alla top 5.

Ha un basso enorme e molto protagonista.

La recensione di Punktuation sottolinea proprio il bassline molto presente, con una componente quasi funky, prima di rallentare e poi preparare l'esplosione del ritornello.

È interessante perché dimostra che Alberto Sanna non è semplicemente "il bassista che segue la chitarra": qui il basso guida il pezzo.

Impatto: 🔥🔥🔥🔥🔥
Influenze: punk / grunge / funk / alternative


11. Humean

Il titolo richiama immediatamente David Hume, il filosofo scozzese dell'empirismo.

Non voglio però sostenere che il brano sia "sulla filosofia di Hume" senza una dichiarazione della band.

Musicalmente è comunque uno dei brani più interessanti nella seconda parte del disco e contribuisce alla componente più riflessiva dell'album.

Il fatto che venga inserito nelle scalette dal vivo mostra inoltre che non è affatto un riempitivo.

Impatto: 🔥🔥🔥🔥


12. Sugar Loaf

E arriviamo alla conclusione.

Sette minuti circa di musica: una scelta decisamente diversa rispetto ai brani più brevi e aggressivi che precedono.

È lento, pesante, quasi ipnotico.

La chitarra costruisce progressivamente una specie di crescendo fino al finale, dove il brano raggiunge un picco e si interrompe bruscamente.

La cosa interessante è che il finale sembra introdurre una sorta di apertura/risveglio, dopo l'inquietudine presente in gran parte del disco.

Impatto: 🔥🔥🔥🔥🔥
Atmosfera: psichedelica / stoner / grunge / contemplativa


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