W LA LIBERTA' DI PENSIERO DI UN OPERAIO METALMECCANICO !!!
Quando ho fame, mangio. Quando ho sete, bevo. Quando sento di dover dire qualcosa, la dico...
“Ogni riferimento è da ritenersi puramente casuale”
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Chi legge i miei post o i miei stati di whatsapp pensa troppo spesso che aforismi, pensieri, vignette siano stati postati necessariamente con un messaggio diretto proprio per lui.
Forse hai la coda di paglia? L'espressione "avere la coda di paglia" indicail
particolare stato d'animo di una persona che non vive con tranquillità
una certa situazione perché consapevole di non avere la coscienza
pulita.
L’espressione deriva da una favola di Esopo che narra di una volpe cui
una tagliola mozzò la coda. La bestiola si vergognava, così deturpata
nella sua eleganza, e gli altri animali, suoi amici, decisero di farle
una coda di paglia. La coda era così bella che, chi non sapeva della
disgrazia, non avrebbe mai potuto sospettare fosse finta. Ma un giorno un gallo si lasciò scappare il segreto e la notizia della
volpe con la coda di paglia arrivò fino all’orecchio dei contadini.
Conoscendo il punto debole della volpe, questi accesero dei fuochi
vicino ai pollai, perché non potesse più rubare i loro polli. La volpe
sapeva che la paglia prende fuoco facilmente, e per paura di bruciarsi
non si avvicinò più ai pollai.
«I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima
parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la
collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso
diritto di parola di un Premio Nobel . È l’invasione degli imbecilli». Umberto Eco
Dobbiamo far tornare di moda l’essere brave persone. Non devi calpestare
B per andare da A a C. Oggi mettiamo tutto sul piatto del risultato. Se
ho un risultato sono bravo – non è vero. Se hai fatto un percorso
dignitoso, non umiliante per nessuno, che ti ha portato ad un risultato
sei bravo. Dobbiamo riprendere in mano il discorso delle brave persone,
dobbiamo far tornare di moda l’essere brave persone. Chissenefrega dei
risultati da soli. Viviamo in un mondo con altre persone e non è il
mio risultato che migliora tutto il resto, è il percorso che ho fatto
per raggiungerlo.
Le operazioni di magia isiaca, finalizzate alle guarigioni, sono di origini antichissime, egiziane e caldee. La ritualità prevede anche l’uso di alcuni Salmi effettivamente ritenuti curativi ed energetici. Nei riti terapeutici come il Rito del Kons-Sin-Dar o in quel lo dello Zike, sono usati alcuni Carmi, di origine caldeo-egizia, giunti fino ad oggi, attraverso la tradizione orale, come parole che non appartengono a nessuna lingua, destinati all’evocazione di "forze magnetiche" e che funzionano quasi meccanicamente per il suono che si emette pronuncia ndoli. I carmi erano stati fatti e costituiti con delle precise regole foniche: ciascuna articolazione corrisponde ad una vibrazione. Dunque i Carmi hanno una virtù anzitutto fisica perché, oltre alla ritualità, "le parole scandite, le sillabe, i suoni generatori, le vibrazioni di quel tale campo astrale della natura umana e terrestre, a prescindere dal lato iperfisico, diventano attivi in maniera concreta, matematic...
"È facile essere indifferenti, l'interesse richiede coraggio e il coraggio richiede carattere!" Henry Barthes (Adrien Brody) ...non è indispensabile essere forti, sai? ...quello che conta davvero è che molte persone mancano di consapevolezza...è fondamentale che tu lo tenga ben presente Meredith, perché ne incontrerai sempre...a qualsiasi età... Henry Barthes (Adrien Brody) "Ci serve almeno un appiglio che ci permetta di fronteggiare la complessità del mondo reale. Non parlo di un appiglio astratto, ma di un aiuto vero. Noi tutti, se potessimo, ci eviteremmo la battaglia per riuscire ad essere qualcosa e venir fuori dall'implacabile disagio che ci accompagna…" Henry Barthes (Adrien Brody) "In quest'epoca l'immagine della donna è ridotta a un oggetto di consumo: prostitute, corpi da scopare, da picchiare, da scegliere. È l'olocausto del marketing, ogni minuto della nostra vita, 24 ore su 24, le entità del potere...
A ventotto anni ho firmato un contratto, dopo anni di nero e di promesse vuote. Mi sembrava vita che ricominciava: soldi veri, dignità, il futuro in mano. Ho ringraziato quel lavoro: con lui ho costruito una famiglia, ho messo su casa, ho portato pane a tavola. Ma a quale prezzo? Notti rubate al sonno, corpo spezzato sulle macchine, salute barattata per uno stipendio. E oggi cosa resta? Dolori che mi svegliano prima della sveglia, cassa integrazione come condanna silenziosa, troppo vecchio per reinventarmi, troppo giovane per riposare. Il futuro dei metalmeccanici non c’è più: fabbriche che chiudono, mani che restano sospese, sudore che non vale niente. Siamo una categoria allo sbando, futuro cancellato come ruggine sul ferro. E mi guardo allo specchio: vedo un uomo che ha dato tutto, in cambio di cicatrici e incertezze. Eppure ancora parlo, ancora resisto, perché la nostra voce non devono seppellirla nel silenzio. Abbiamo dato tutto e ci hanno tolto tutto. Siamo ruggine, siamo n...
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